“In questi anni a Foligno sento davvero di aver dato tutto e forse era arrivato il momento di fare un passo indietro”. Esordisce così, Alessandro Manni, nel suo saluto al club biancazzurro e alla città che lo ha visto sbocciare come giocatore prima e, ora, come allenatore. Dopo l’addio annunciato ieri (giovedì 21 maggio) dalla stessa società del Falco, che è arrivato insieme a quello del team manager, Giacomo Fiaschini, il tecnico si è espresso sulle motivazioni che lo hanno portato a lasciare la panchina del Foligno Calcio.
Dopo aver ricordato il trionfo in Eccellenza e gli storici risultati in Serie D dell’ultimo anno, Manni ha spiegato che “abbandonare la panchina biancazzurra è come una coltellata”. “Lascio un contratto – dice –, ma soprattutto una piazza che mi ha trattato benissimo, sia come calciatore che come allenatore. Sulla mia decisione ha pesato la volontà di concludere il percorso iniziato più di tre anni fa in modo positivo”. “La mia parte – prosegue – credo di averla fatta e penso di aver bisogno di nuovi stimoli. Volevo che i risultati raggiunti non venissero intaccati: si vive anche di ricordi e gratificazioni e non avrei accettato di chiudere qui, magari, con una macchia”.
Per l’allenatore narnese, ad essere fondamentale nella decisione di abbandonare definitivamente sarebbe stato anche, da parte sua, il fatto di non aver avvertito “la stessa energia di sempre”. “Foligno – aggiunge – per me è quasi un punto di arrivo, ma ora la società può ripartire per pensare ancora in grande. Anche loro, secondo me, avevano bisogno di energie nuove. Fare meglio di quanto ho già fatto sarebbe stato difficile per me, la passione che ho messo per questa maglia penso sia incalcolabile e penso che concludere così sia la cosa migliore”.
In ultima istanza, Manni ha ringraziato le figure chiave della dirigenza che fino ad oggi gli sono state al fianco, e non solo, da “Marco Bianconi per l’impegno economico, l’umiltà e la fiducia che ha riposto in noi, pensando anche a Giacomo Fiaschini, che me per me è stato un compagno di viaggio preziosissimo; se ne trovano pochi come lui”, fino a “Filippo Petterini, alla gente di Foligno, ai tifosi che abbiamo riconquistato, al quartiere di Sportella Marini che mi accolto clamorosamente e ai vari miei collaboratori, oltre a tutti i calciatori che ho allenato, che mi hanno seguito con lealtà, dando tutto”. “Foligno – conclude – sarà sempre parte del mio cuore”.
Anche Fiaschini, che insieme a Manni ha lasciato Foligno, ha voluto salutare la piazza in cui ha passato gli ultimi tre anni e mezzo. “È finita un’avventura importante per durata ed intensità – ha detto -. Abbiamo conquistato grandi risultati, come 180 punti in tre anni, un campionato vinto in Eccellenza e una Supercoppa”.
“Le motivazioni della mia scelta – chiarisce l’ex team manager biancazzurro –, sono strettamente personali e dettate da valutazioni sul percorso fatto e su quello che poteva essere il futuro, anche in base ai piani proposti dalla società, che ringrazio sentitamente, soprattutto per avermi prospettato una promozione in un ruolo ambizioso per il prossimo anno”.
“Sul futuro non ho ancora nessuna opzione – sottolinea –, domani vedremo cosa succederà. Non posso non pensare a Marco Bianconi, che mi ha trattato come un figlio, a Filippo Petterini, un grande compagno di lavoro, tutto il resto della società e i giocatori, con e per i quali ho lottato in questi anni”. “Non posso dimenticare Giancarlo Mancinelli – termina –, che ha creduto fortemente in me e per me è stato un padre sportivo, insieme soprattutto a Daniele Mechelli, mio fedelissimo collaboratore, oltre a tutti coloro che hanno dato l’anima lavorando ‘dietro le quinte’”.
Ora, per il Foligno Calcio si apre una nuova era tecnica: si attende l’arrivo di un nuovo allenatore, che probabilmente sarà l’ex giocatore Bonura, oltre ad un direttore generale, per il quale probabilmente ci sarà ancora da attendere.




















