Quattrocento persone in piazza Silvestri, la pioggia che si ferma appena in tempo e un banchetto medievale che apre ufficialmente il Mercato delle Gaite 2026. Bevagna ha risposto presente alla chiamata della rievocazione storica che da quasi 40 anni, nel mese di giugno, si fa regina della Valle Umbra. L’evento ha regalato ai presenti una serata di grande suggestione, che ha fatto da preludio alla rievocazione storica in programma dal prossimo 17 giugno, quando si sfideranno le Gaite San Giorgio, San Giovanni, Santa Maria e San Pietro.
La serata è stata anche l’occasione per presentare ufficialmente il Palio del Mercato delle Gaite 2026, ideato e dipinto dall’artista Alessandro Gattuso. L’opera, cogliendo l’occasione dell’Ottocentenario, rende omaggio a San Francesco, figura che ha ispirato anche lo spettacolo andato in scena nel corso della cena, dal titolo “Laudato sii – al tempo di Frate Francesco”: tre atti ispirati alla vita del santo d’Assisi, scelto come filo conduttore dell’intera edizione 2026 in occasione degli 800 anni dalla morte. Arte, spiritualità e rievocazione storica, dunque, strette in un unico racconto.
Svelati anche i premi destinati ai vincitori delle quattro competizioni che animano la manifestazione. Il premio della gara gastronomica è opera del maestro Claudio Boldrini, mentre quello della gara dei mestieri dell’artigiano e rilegatore Mauro Tiberi. Il premio del tiro con l’arco, poi, è figlio del lavoro dell’orafa Silvia Trabalza e, infine, quello della gara del mercato dell’artista Michela Parroni.
Ad aprire la serata è stato il podestà, Massimiliano Bianchi, che ha ringraziato i volontari che hanno reso possibile la festa. Dalla sindaca di Bevagna, Annarita Falsacappa, è arrivato l’omaggio alla manifestazione, definita come qualcosa “in grado di cambiare il nostro paese, che ha iniziato a studiare e, ora ,siamo emblema e simbolo di mestieri medievali”. “Grazie al Mercato – ha detto – oggi Bevagna è amata e conosciuta”.
A portare i saluti della Regione la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi. “Bevagna – ha dichiarato – ci ricorda che l’Umbria ha un patrimonio culturale diffuso”. “Le rievocazioni sono l’Umbria più vera – ha sottolineato – fatta di identità e radici, orgoglio e passione. Sono custodi del passato e protagoniste del presente e del futuro”.




















