La bellezza medievale di Bevagna incontra la forza spirituale del messaggio francescano. Mercoledì 24 giugno, alle 21, la suggestiva piazza Filippo Silvestri si trasformerà in un palcoscenico sotto le stelle per ospitare “Francesco – Il Cantico”. L’evento, a ingresso gratuito, rappresenta l’atto conclusivo dei laboratori artistici promossi dall’associazione Teatro San Carlo di Foligno. Nato in occasione dell’ottavo centenario francescano, su input del vescovo Domenico Sorrentino, lo spettacolo si inserisce nella prestigiosa cornice dell’edizione 2026 del Mercato delle Gaite.
Ad andare in scena, però, non sarà solo un evento artistico, ma la restituzione al pubblico di un lungo e articolato percorso laboratoriale che ha visto protagonisti gli oltre 200 ragazzi di ProTe[M]us, il progetto teatrale e musicale della Diocesi di Foligno, affiancati da professionisti e formatori. Sul palco prenderà vita un’opera multidisciplinare che spazia dalla recitazione al canto corale polifonico, dalla musica d’insieme alla giocoleria, fino alla danza contemporanea e alla scenotecnica.
A credere fortemente nell’iniziativa la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, che ha sostenuto il progetto riconoscendone l’alto valore formativo e civile. “Sostenere questo progetto significa investire in una visione di comunità fondata sulla cultura, sulla partecipazione e sulla responsabilità educativa”, ha dichiarato la presidente della Fondazione Carifol, Monica Sassi, che ha aggiunto: “Lo spettacolo conclusivo dei laboratori del Teatro San Carlo non rappresenta soltanto un momento artistico di rilievo, ma l’esito concreto di un cammino formativo che coinvolge i giovani, ne valorizza i talenti e ne accompagna la crescita personale e civile”. “In questa iniziativa – ha sottolineato – ritroviamo valori che la Fondazione considera essenziali: inclusione, coesione sociale, promozione della persona, attenzione ai più giovani e radicamento nella comunità”.
Per la presidente Sassi, inoltre, “la scelta di tenere lo spettacolo a Bevagna, assume un significato particolarmente importante, consentendo alla Fondazione di esaltare e valorizzare ancor più il proprio territorio di riferimento, mettendone in luce la bellezza, l’identità storica e la capacità di accogliere iniziative di alto profilo culturale e sociale”. “Portare un evento come questo in un contesto di così grande pregio – ha proseguito – significa rafforzare il legame tra cultura e territorio e contribuire, in modo concreto, alla promozione delle nostre comunità”. Dalla presidente anche un sentito ringraziamento a tutti i partner: dai docenti al Comune di Bevagna, fino all’Associazione Mercato delle Gaite.
Il progetto, poi, si distingue per il suo profondo valore sociale: la partecipazione attiva di ragazzi con disabilità, grazie anche alla collaborazione con la Fondazione Baldaccini per il progetto di teatro inclusivo “Il chicco di grano”, che ribadisce l’idea di una cultura accessibile, capace di abbattere le barriere e creare coesione.
L’opera ha già commosso migliaia di spettatori nelle precedenti rappresentazioni, come sottolineato dal presidente dell’Associazione Teatro San Carlo, Michele Pelliccia. “Sarà un’occasione preziosa – ha quindi aggiunto – per riportare in scena questo spettacolo multidisciplinare. La volontà della Fondazione Carifol di offrire l’evento a Bevagna per l’ottocentenario francescano ci ha permesso di costruire una preziosa rete sul territorio, unendo istituzioni e associazioni in un obiettivo comune”.
A curare la drammaturgia Massimo Bernardo Dolci, mentre le musiche originali sono state scritte dalla compositrice Eleonora Beddini. I costumi, invece, portano la firma del costumista Daniele Gelsi, che ha messo a disposizione anche due abiti del film “Fratello Sole, Sorella Luna” di Franco Zeffirelli.
La regia dello spettacolo è affidata a Giacomo Nappini Casuzzi, che guida fin dalla sua nascita ProTe[M]us, progetto che, come detto, coinvolge oggi complessivamente oltre 200 partecipanti. “ProTe[M]us esprime, attraverso la figura di Francesco, una ricerca profonda e autentica nello scoprire i propri talenti per metterli al servizio”, ha commentato. “La domanda fulcro di tutto lo spettacolo sarà: ‘Chi vuoi servire, il servo o il padrone?’. I ragazzi si faranno tramite per scoprire il senso del nostro agire umano attraverso la musica dal vivo, il coro, la danza, la giocoleria e la recitazione”.
L’appuntamento è, dunque, per mercoledì 24 giugno a Bevagna, per una serata in cui l’arte si fa strumento di crescita, inclusione e valorizzazione del patrimonio umbro.




















