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Troppe tensioni con cani e gatti, Montefalco studia un tetto massimo per gli animali domestici

Pubblicato il 28 Ottobre 2015 13:31 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:39

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Animali in casa? Ben venga, ma a patto che si rispettino tutte quelle regole che garantiscono la quiete pubblica e l’igiene. È questa la filosofia seguita dal Comune di Montefalco, che si appresta ad adottare un regolamento ad hoc destinato a chi ha un amico a quattro zampe. Al vaglio della giunta Tesei un vademecum “che – si legge in una nota – nel rispetto della salute e tutela dell’animale, definisce anche alcune norme comportamentali, soprattutto quando gli animali ed i loro accompagnatori percorrono vie e spazi pubblici in prossimità o all’interno dei centri abitati”. “Il numero e la non sempre corretta gestione dell’animale – spiega a questo proposito il vice sindaco di Montefalco, Luigi Titta – sono le cause principali delle tensioni a cui molte volte la convivenza con cani o gatti può portare, creando problemi per la quiete pubblica e l’igiene. L’attuale regolamento di polizia urbana – prosegue Titta – prevede già alcune norme, ed è proprio per questo che verrà chiesto al corpo unico dell’Unione terre dell’olio e del sagrantino di monitorare il loro effettivo rispetto”. Obiettivo dichiarato, dunque, quello di far sì che vengano osservate le buone norme comportamentali per la salvaguardia dell’ambiente specialmente se urbano, del decoro e dell’igiene, senza ovviamente vietare l’uscita all’aria aperta degli amici a quattro zampe. Il riferimento non è comunque solo a chi ha un cane e che quindi è tenuto a portare l’animale al guinzaglio piuttosto che raccoglierne le deiezioni. Tra i divieti previsti anche quello di dar da mangiare ai gatti senza utilizzare appositi contenitori, contenitori che comunque se posti nello spazio pubblico devono essere immediatamente portati via dopo l’alimentazione dei felini. L’amministrazione montefalchese sta inoltre vagliando specifiche norme sul numero di animali che è possibile detenere in ogni singolo contesto, differenziando quindi tra le zone residenziali ed urbane e aree diverse. “Troppe segnalazioni infatti – conclude Luigi Titta a questo proposito – hanno posto all’attenzione che il numero elevato di animali, anche se domestici, in determinati contesti può creare problemi per la quiete pubblica e l’igiene. E questo non può lasciarci indifferenti”.

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