Dal Mercato delle Gaite al Palio di Nocera Umbra, passando per la Quintana di Foligno e il Palio dei Terzieri di Trevi. Il Governo ha ha stanziato i fondi per le rievocazioni storiche e l’Umbria ha ricevuto 280mila euro per ben 24 manifestazioni, di cui più di 75mila per Foligno e i comuni limitrofi.
Dopo l’approvazione a livello regionale del Testo unico della Cultura e dell’Impresa creativa, definito dal deputato nocerino del Carroccio, Virginio Caparvi, come “un pericolo per il futuro delle rievocazioni”, a indorare la pillola ci ha pensato il Ministero della Cultura, che, attraverso la graduatoria 2026 del Fondo nazionale per la rievocazione storica, ha deciso di investire su un patrimonio storico, culturale e sociale.
Nel comprensorio folignate, tra le realtà ad aver ricevuto fondi dal MiC c’è l’Associazione Mercato delle Gaite di Bevagna, a cui sono andati circa 13.400 euro. Non può mancare chiaramente l’Ente Giostra della Quintana di Foligno, che ne ha ricevuti quasi 12.600, proprio come l’Ente Palio dei Quartieri di Nocera Umbra. All’associazione Hispellum, poi, ne sono stati concessi 12mila, e, infine, di 10mila euro è il valore del contributo andato all’Ente Palio dei Terzieri di Trevi e all’Ente autonomo Fuga del Bove.
“La qualità delle rievocazioni umbre viene certificata ancora una volta – ha spiegato proprio Caparvi, tra le altre cose, anche primo firmatario della legge che nel 2024 ha riconosciuto le rievocazioni come patrimonio culturale immateriale –. Va fatto un plauso ai volontari, alle associazioni che si spendono in questo mondo e anche all’Associazione umbra rievocazioni storiche (Aurs), che ha fatto un lavoro di sinergia e collegamento molto importante”.
“La direzione nazionale – ha aggiunto – cozza però con quella regionale: con l’approvazione del Testo unico della Cultura e dell’Impresa creativa voluto dal vicepresidente della Regione Bori si è deciso di cancellare il riconoscimento della specificità che le rievocazioni storiche conservano e che era garantito da una legge regionale, ora cancellata dal Testo, creando un contenitore normativo generico”.
“L’Umbria oggi – conclude – è la dimostrazione del fatto che, rispetto ad altre regioni, possiede una peculiarità importante, la quale, nonostante sia stata disconosciuta dal governo regionale, continua ad essere un elemento identitario e che non si può pensare di non valorizzare”.




















