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L’appello del centrosinistra: “Seguire il modello Città di Castello per gestire i nidi comunali”

Le forze di opposizione ribadiscono la contrarietà all'esternalizzazione e presentano le proprie proposte: dalla via tracciata dal Comune tifernate ai fondi europei. L'assessore Comune di Reggio Emilia, Mahmoud: "Difendere il pubblico è difendere la democrazia"

Pubblicato il 5 Luglio 2026 10:27

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“Amministrare il servizio prendendo spunto dal modello di Città di Castello, che gestisce direttamente i nidi comunali appaltando le code delle graduatorie alle cooperative, attivare le risorse della Regione Umbria, pianificare in modo differente e istituire un’altra graduatoria che possa garantire le sostituzioni”. Queste le soluzioni della minoranza politica cittadina di fronte alla situazione dei nidi comunali, delineate dal consigliere Diego Mattioli (Foligno in Comune) in occasione della conferenza stampa di ieri mattina (4 luglio) nel corso della quale le forze di opposizione hanno ribadito la piena contrarietà alla volontà dell’amministrazione di esternalizzare due dei sei nidi comunali.

“La Regione – ha proseguito Mattioli – ha approvato un piano straordinario di 11 milioni di euro di cui 6 milioni destinati alla creazione di nuovi posti nido e che prevede la possibilità di attivare, attraverso il Fondo sociale europeo, 45 mila euro per finanziare un ulteriore posto ogni otto bambini”. Una risposta che risolverebbe il problema al 50%, “senza arginare la questione dell’organico e la mancanza di programmazione pluriennale. Inoltre – ha ribadito – il sindacato ha sottolineato la possibilità di creare altre graduatorie, purché si proceda allo scorrimento di quelle esistenti”.

Una situazione, quella dei nidi – lo ricordiamo –, che sta infiammando il dibattito pubblico e politico a partire dal 16 gennaio scorso quando è stato proclamato lo stato di agitazione delle educatrici a causa di problematiche legate a sostituzioni, organici e carichi di lavoro. A far sentire la propria voce, oltre ai sindacati, anche le famiglie che dopo ad aver popolato l’aula del consiglio comunale per chiedere più attenzione sul servizio, hanno anche dato vita al comitato “Nidi comunali bene comune”. Recente la notizia della volontà dell’amministrazione di esternalizzare due dei sei servizi gestiti dal Comune, che ha acceso ancora di più i riflettori sulla vicenda arrivata in commissione controllo o garanzia.

“Nella negatività della situazione – ha poi detto Rita Barbetti, capogruppo del Pd in consiglio comunale – mi ha commosso la lotta appassionata delle mamme e dei papà che questa vicenda ha originato. Famiglie che si mobilitano per proteggere i bambini e preservare i nidi comunali che sono un presidio di accudimento e sorveglianza e che danno ai piccoli l’opportunità di vivere numerose esperienze. Abbiamo una maggioranza che parla di natalità – ha aggiunto – ma taglia i servizi. I diritti delle donne passano anche per questo”.

A ribadire il ruolo del Comune di Foligno nella zona sociale 8 Maria Frigeri (Patto X Foligno). “Un ruolo di direzione – ha detto – nei confronti di tutta la rete dei servizi. Per mettere in atto un coordinamento valido ed efficacie è importante che l’Ente abbia la gestione diretta dei nidi. Prima viene la gestione diretta – ha proseguito – poi si può procedere ad un ampliamento variegato dell’offerta nel territorio comunale”.

David Fantauzzi (Movimento 5 Stelle) ha parlato di un “classico modus operandi di questa amministrazione che quando mette in atto scelte politiche che non incontrano il favore di gran parte dei cittadini si nasconde dietro ai tecnicismi”. Sottolineando come nel caso in cui non si potesse procedere ad ulteriori assunzioni per impedimenti tecnici sarebbe “un grave errore di programmazione. Quando si elabora il Dup è necessario pianificare in base alle necessità dei dipendenti in organico ponendo la massima attenzione sui servizi più importanti”.

“Voglio denunciare fermamente ciò che sta accadendo – ha invece sottolineato Mauro Masciotti (Foligno Domani) –. Qui si tratta di scegliere il bene dei nostri figli e delle nostre famiglie. Questa situazione si sta rivelando una questione politica e di valori e non può essere presa in considerazione solo dal punto di vista degli uffici comunali”.

Ad intervenire sulla vicenda anche la sezione di Foligno del Partito socialista italiano che precisano l’assoluta contrarietà “ad ogni tipo di esternalizzazione dei servizi pubblici essenziali. Tra questi, i nidi rappresentano un punto di eccellenza pubblica che non può essere ridimenzionato e svenduto. Siamo vicini alle istanze delle famiglie”.

Il concetto di “modello da seguire” è stato anche centro nevralgico di un incontro che lo stesso Partito democratico ha organizzato nel pomeriggio di venerdì 3 luglio, quando ad intervenire, tra gli altri, è stata anche Marwa Mahmoud, assessore al Welfare del Comune di Reggio Emilia, per l’appunto, modello nazionale per il servizio dei nidi comunali, che ha dialogato con Foligno sul tema nidi.

“Quando si parla di servizi pubblici per l’infanzia – ha spiegato Mahmoud – bisogna ricordarsi che dietro ai nidi comunali c’è una storia di persone che hanno lottato affinche questi fossero possibili”.

“È bene che ogni amministratore – ha proseguito – tenga questo a mente e, soprattutto, ricordi che si tratta di un patrimonio della città: un servizio di questo tipo è un presidio di democrazia, perché, come a Reggio Emilia, permette la creazione di una grande alleanza tra educatori e genitori, che vigilano sul corretto funzionamento delle strutture e di ciò che gira loro intorno. I nidi pubblici non vengono scelti per parcheggiare i bambini quando bisogna andare a lavorare, ma perché rappresentano la certezza di un buon progetto pedagogico ed educativo”.

“Sono convinta – ha concluso – che tra Reggio e Foligno si possa portare avanti un gemellaggio che si basi sul confronto, tale da poter rivitalizzare un serviziO che esiste dal 1973. I servizi dell’infanzia sono un presidio di democrazia e non vanno assolutamente abbandonati”.

Ha collaborato David Orfei

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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