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La Valle del Menotre torna a ballare con “Holydays Festival”

La rassegna di musica indipendente anche quest’anno abiterà la frazione di Scopoli tra linguaggi musicali alternativi, ricerca, ritualità e nuove forme di espressione contemporanea. Appuntamento dal 31 luglio al 2 agosto

Pubblicato il 30 Luglio 2026 14:09 - Modificato il 30 Luglio 2026 16:29

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È tutto pronto per “Holydays Festival”, la rassegna di musica indipendente nata nel 2015 dall’iniziativa di un gruppo di volontari e volontarie che, dal 31 luglio al 2 agosto, tornerà ad abitare la frazione di Scopoli. Borgo della Valle del Menotre dove l’evento ha trovato la sua casa nel 2019 dopo anni in cui ha attraversato luoghi insoliti e marginali dell’Umbria.

Un luogo dove il festival non ha trovato solo uno spazio da abitare, nell’area dei campi sportivi dove in precedenza si svolgeva la sagra del paese, ma una comunità pronta ad accoglierlo, con cui nel tempo si è sviluppato un dialogo sempre più profondo, cercando di costruire un’esperienza fatta di ascolto, scoperta e partecipazione.

Un percorso portato avanti da oltre 60 giovani volontari, che abbiamo approfondito in un’intervista nel numero 29 della Gazzetta di Foligno in edicola fino al prossimo mercoledì 5 agosto.

Anche l’edizione di quest’anno della rassegna seguirà il percorso di ricerca intrapreso negli ultimi anni attorno ai temi dell’ascoltare, dell’esplorare e dello stare. Presenza viva, e non solo sfondo naturale, la Valle del Menotre. La riflessione quest’anno, infatti, si concentrerà sul concetto di abitare. Abitare un luogo significa costruire con esso un rapporto fatto di attenzione, memoria e partecipazione, riconoscendo il valore delle comunità e delle storie che lo rendono vivo.

Uno degli eventi di Holydays

Tanti gli artisti che anche nel 2026 abiteranno i palchi di Holydays Festival, tra geografie e linguaggi musicali diversi, tra ricerca, ritualità e nuove forme di espressione contemporanea. Si passerà dal folk sperimentale del Milkweed alle sonorità rituali dei Kuntari, dall’energia afro-brasiliana dei Roda de Santo al tamburo ancestrale di Alfio Antico, dall’hip hop, spoken word e neo-soul di Sorvina alla tensione post-punk e multilingue dei Maraudeur, dall’indie folk dei Green Gardens al rock psichedelico e visionario dei Devon Rexi.

Da venerdì Scopoli si trasformerà così in un luogo in cui pubblico, artisti, volontari e abitanti condivideranno spazi ed esperienza. La musica di incontro tra ascolto, scoperta e festa. In questo senso la festa viene intesa come un momento di sospensione del quotidiano, di celebrazione collettiva e di libertà espressiva, capace di riunire persone diverse attorno a un’esperienza comune senza rinunciare alla spontaneità e alla cura reciproca, come spiegano gli organizzatori, anche grazie a momenti di scoperta condivisa del territorio circostante attraverso trekking, laboratori, talk e performance off site.

Holydays Festival continua così a essere un progetto indipendente che unisce musica, territorio e comunità. Un’occasione per scoprire nuove sonorità, vivere la montagna umbra da una prospettiva diversa e condividere un momento collettivo costruito sull’ascolto e la partecipazione.

Per maggiori informazioni consultare il sito  holydaysfestival.it.

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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