“Oggi l’Europa e il mondo intero cercano in voi nuovi santi”. Lo ha detto Papa Leone XIV giovedì mattina (6 agosto), parlando agli oltre 2.500 giovani arrivati da tutta Europa ad Assisi per il “GO! Franciscan Youth Meeting”, in occasione della festa della Trasfigurazione. “Qui tutto sussurra che la nostra vita può cambiare forma, sprigionare luce, riparare il mondo” ha detto, sottolineando come l’incontro internazionale di Assisi vuole e deve essere un’occasione “per capire dove va la storia e dove stiamo andando noi”.
Nell’omelia che ha accompagnato la solenne celebrazione eucaristica che si è tenuta nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, il Santo Padre ha esortato le migliaia di ragazzi e ragazze presenti a “credere nella parola del Vangelo”, a diventare “umani con la libertà di Gesù cristo”, ad abbracciare “sorella povertà”, proprio come ha fatto Francesco che ad Assisi, otto secoli fa, “abbandonò “le vie già tracciate, perché se ne aprisse una nuova, più coerente col cammino di Gesù”. E come lui anche Chiara, “una ragazza – ha detto il Pontefice – che voleva essere come Francesco, che voleva vivere, da donna, libera come quei fratelli”.
Da qui l’esortazione a seguire l’input con cui è stato pensato il “GO! Franciscan Youth Meting”. “Il titolo del vostro incontro – GO! – è una missione, un invio su strade di cui non abbiamo le mappe, perché si aprono ascoltando il cuore, obbedendo allo Spirito, seguendo il Risorto dove ha voluto precederci. Go! Andate! O meglio ancora: andiamo! Let’s go! Ai margini, dove l’ingiustizia e la prepotenza di pochi negano la dignità e i sogni di molti, di troppi figli e figlie di Dio”.
Citando l’Evangelii Gaudium, il Santo Padre ha ricordato ai presenti l’invito del suo predecessore, Papa Francesco, a mettersi in guardia “tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore. Gesù – ha detto, citandolo – vuole che tocchiamo la miseria umana, che tocchiamo la carne sofferente degli altri. Aspetta che rinunciamo a cercare quei ripari personali o comunitari che ci permettono di mantenerci a distanza dal nodo del dramma umano”.
Per Papa Prevost, dunque, è necessario “sottrarsi alla cultura della potenza e abbattere i muri che separano fra loro gli esseri umani”, il che non vuol dire “tradire la famiglia, la città, la tradizione, ma liberarle dai loro fantasmi, da nemici inventati per paura e ignoranza, dalla violenza con cui si vorrebbe imporre il proprio piccolo ordine su una realtà che da ogni parte ci supera. Fidarsi di Dio – ha quindi sottolineato – è ritrovare, come Francesco e Chiara, un mondo di fratelli e sorelle da apprezzare e servire, non da sfruttare e dominare. Non un mondo da difendere, ma da abbracciare”. Un invito, dunque, a votarsi “alla civiltà dell’amore”. “ Unite le migliori energie della vostra magnifica umanità – gli studi, le competenze, il lavoro, le amicizie, l’amore, la preghiera – attualizzando in modi diversi la visione di Francesco”: questo, dunque, l’invito di Leone XIV che, chiudendo l’omelia, ha spronato i giovani ad un “ritorno pensoso, aperto al futuri, impegnato con Gesù cristo. Lui si fida di voi, conta su di voi, rimane sempre con voi”.
Il Papa è arrivato ad Assisi nella prima mattinata di giovedì, accolto da monsignor Felice Accrocca, vescovo delle Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, dal prefetto di Perugia, Francesco Zito, dal sindaco di Assisi, Valter Stoppini, e dal presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti. E proprio il vescovo Felice, a chiusura della visita del Santo Padre, ha parlato di una “giornata straordinaria”. “L’invito del Pontefice – ha detto, ripercorrendo alcuni passi della sua omelia- ci sprona ad andare verso gli altri, a diventare sempre più Chiesa in uscita soprattutto verso i giovani, andandoli a cercare nei loro luoghi, nei loro momenti, con il loro linguaggio, per scoprire insieme la forza di Gesù e del Vangelo e per far capire loro che Cristo è l’unica vera speranza”.


















