C’è la cosiddetta truffa della monetine, quella dello specchietto ma anche quella del finto incidente o del sedicente rappresentante delle forze dell’ordine. Anche se, va detto, la lista è ben più lunga ed in costante aggiornamento, perché il “settore” delle truffe è in continua evoluzione e le tecniche, complici anche le nuove tecnologie, risultano sempre più affinate. Dinnanzi ad un quadro che si presenta così articolato risulta, dunque, più difficile per i cittadini difendersi. Vale per tutti, ma soprattutto per le fasce più fragili. Come testimoniano le cronache giornaliere, infatti, spesso e volentieri le vittime sono persone anziane. Anche se non ne va fatta una questione di anagrafe, quanto piuttosto il fatto che si tratta, sovente, di persone che vivono da sole e che non sempre hanno con loro qualcuno in casa a cui rivolgersi nell’immediatezza. Questo ne fa, agli occhi dei truffatori, il bersaglio perfetto.
E proprio per cercare di salvaguardarle, anche a Foligno le forze dell’ordine sono scese in campo. E lo hanno fatto in occasione della campagna nazionale “Più sicuri insieme”, promossa da Anap, l’associazione anziani e pensionati di Confartigianato, attraverso un incontro organizzato in collaborazione con la sezione territoriale di Confartigianato Imprese e con il Rotary Club. In un gremito Oratorio del Crocifisso, nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre, i rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e della Polizia locale si sono ritrovati attorno ad un tavolo per analizzare, insieme ai cittadini – che dal canto loro hanno posto diverse domande -, un fenomeno sempre più in crescita.
“Perché – come spiegato dal dirigente del Commissariato di pubblica sicurezza, il vice questore Adriano Felici – nel nostro ordinamento i limiti edittali previsti per il reato di truffa sono meno severi rispetto a quelli previsti per altri reati contro il patrimonio”. Per dirla con le parole del vice questore Felici, “il criminale preferirà compiere un reato che comporta una sanzione meno severa nel caso in cui venisse beccato”. Ma non solo. A renderlo così diffuso è anche il fatto che “fa leva su una situazione di vulnerabilità – ha proseguito -: la solitudine delle persone”. “Le vittime non vengono scelte a caso: a monte c’è uno studio” ha sottolineato, spiegando anche come alla base delle truffe ci sia “un livello organizzativo che conta sull’azione di più persone”.
E se “l’alleato più sicuro” è il 112, è anche bene essere informati, in primis, su come questi gruppi agiscono e poi sui comportamenti che da tenere per prevenire il rischio di cadere nella truffa. “Occorre conoscere il nemico – ha spiegato il vice questore Felici -: il truffatore ci va a toccare negli affetti più cari; utilizza un tono assertivo e autoritario; e non dà tempo alla vittima di decidere. Inoltre – ha concluso – cerca di incontrare la vittima per strada, avendo così più vie di fuga possibili”. Parole che hanno trovato concretezza nella testimonianza della signora Rosanna Pomponi, 93enne che nel 2025 proprio con l’aiuto del personale del Commissariato di Foligno è riuscita a sventare ben due truffe, i cui malfattori sono stati poi arrestati.

E sebbene, come detto, sia impossibile elencare tutte le varie tipologie di truffe, come dichiarato dal comandante della Compagnia dei carabinieri, il capitano Antonello De Sanctis, ci sono dei “fattori comuni” a cui prestare attenzione e che possono essere utili anche a “identificarne di nuove”. Il primo è il “paradosso comportamentale”. “Sfruttano l’amore per la famiglia o l’elemento solidale che caratterizza una comunità come quella folignate – ha detto – per spingerli a compiere azioni dannose, facendogli credere di fare la cosa giusta”. E sono tre i fattori su cui giocano, come sottolineato dal capitano De Santis e ribadite anche dal capitano Luigi Bianco, a capo della Compagnia della guardia di finanza di Foligno: fanno richieste urgenti mettendo la vittima sotto pressione, la distraggono inondandola di informazioni e si dimostrano empatici, facendo leva sui suoi sentimenti. In una parola la manipolano.
Ecco allora che risulta determinante contrattaccare, come specificato nei loro interventi dal capitano De Sanctis e dal capitano Bianco. Ma in che modo? Intanto prestando attenzione a tutte le telefonate che arrivano da persone sconosciute, anche quando si presentano come operatori di aziende di servizi, evitando di dare informazioni personali e familiari; prendendo tempo di fronte alle richieste “urgenti” che vengono avanzate; chiudere la chiamata alla richiesta di soldi o denaro; non aprire la porta a sconosciuti anche quando mostrano tesserini che potrebbero essere in realtà falsi; e fare rete con i vicini. Ma, soprattutto, rivolgersi per qualsiasi dubbio o sospetto al 112. “Quella chiamata – ha detto il vice questore Felici – non è utile sono a sventare quella truffa, ma anche per prevenirne altre, perché dà alle forze dell’ordine informazioni utili ai fini investigativi”.
E proprio parlando di prevenzione a Foligno è attivo, come sottolineato dal vice comandante della Polizia locale, Fabio Massimo Ambrogi, lo strumento del “controllo di vicinato”, frutto della sinergia tra Comune e Prefettura. “È uno strumento – ha spiegato – che ci permette di formare e creare gruppi di cittadini chiamati a osservare il proprio contesto residenziale, individuando possibili situazioni sospette, e rafforzando al contempo i legami tra persone, all’interno della comunità”


















