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Mezza Umbria dice no alla variante ‘Fossato-Perugia’: “Basta essere Perugia-centrici”

Pubblicato il 17 Novembre 2015 15:11 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:27

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Il nuovo Piano regionale dei trasporti 2014-2024 scalda gli animi dei sindaci di mezza Umbria. In particolar modo, il dibattito si accende in merito alle proposte legate al trasporto ferroviario. Lunedì il Piano è finito in Regione, all’esame della seconda commissione consiliare. Attraverso un emendamento bipartisan (firmata dai consiglieri Giuseppe Biancarelli di Umbria più uguale, Andrea Smacchi del Partito democratico, Claudio Ricci di Ricci presidente ed Emanuele Fiorini della Lega Nord), si è chiesto di prevedere una variamente al raddoppio della Orte-Falconara che porti ad un collegamento ad Alta velocità con l’aeroporto di Perugia, passando per Valfabbrica e quindi l’eugubino. In soldoni, anziché raddoppiare il tratto da Foligno a Fossato di Vico, la variante punterebbe a far passare una nuova linea nel territorio perugino-assisiate. Ipotesi che di fatto taglierebbe fuori molti Comuni come Nocera Umbra e Gualdo Tadino. Ed è per questo che i sindaci di questi territori, supportati da quelli di mezza Umbria, tornano a ribadire il proprio “no” alla proposta dei consiglieri regionali. “L’aeroporto di Sant’Egidio non è certo Fiumicino e non capisco che bisogno ci sia nel creare un percorso ferroviario – attacca Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino – ci siamo stancati di una visione Perugia-centrica di certe questioni. La variante penalizzerebbe ancora di più un territorio in forte sofferenza”. A fargli da eco il collega di Nocera Umbra, Giovanni Bontempi: “Deve essere portato avanti il raddoppio Orte-Falconara – sottolinea il sindaco nocerino – questa fascia è emarginata anche dalla Quadrilatero. Vogliamo sia realizzato quanto previsto da tempo”. A sostenere la causa anche Danilo Cosimetti, sindaco di Valtopina: “Sosteniamo sin dall’inizio l’ipotesi del raddoppio, anche se nella nostra città non cambierebbe nulla a livello di fermate dei treni”. Ad esprimersi, nel tempo, erano stati molti consigli comunali anche di altre città dell’Umbria, che ora si uniscono nuovamente alla battaglia attraverso una richiesta di convocazione in Regione a firma dei sindaci di Terni, Foligno, Spoleto, Fossato di Vico, Trevi, Campello sul Clitunno e Spello oltre che ovviamente a quelli di Gualdo Tadino, Nocera Umbra e Valtopina. Dieci Comuni che attraverso una nota congiunta ribadiscono le loro posizioni. “Rispettare il progetto originario è una questione di tempistica, ma anche e soprattutto di buonsenso – scrivono i sindaci – è difatti un progetto in vita dal 1997 ed è ingiustificabile ricominciare tutto daccapo”. Per i sindaci è impossibile mettere sullo stesso piano un progetto che già gode di certezze, fattibilità e costi individuati rispetto ad un’altra ipotesi tutta da verificare.

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