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Scontri post-derby: 31enne bastiolo in manette. L’accusa è di tentato omicidio e rissa aggravata

Pubblicato il 17 Luglio 2014 13:45 - Modificato il 6 Settembre 2023 03:02

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Sono serviti tre mesi di indagini ed interrogatori per risalire all’ultras del Bastia che lo scorso 6 aprile colpì con una sassata Massimiliano Antonelli, tifoso del Foligno rimasto gravemente ferito durante gli scontri post-partita nel derby di calcio tra le due compagini umbre. La rissa scoppiò all’uscita dello stadio comunale di Bastia Umbra quando le tifoserie di Bastia e Foligno vennero a contatto. Il ragazzo, un 31enne, è finito oggi in carcere con l’accusa di tentato omicidio e rissa aggravata. Con quest’ultima accusa sono finiti agli arresti domiciliari altri quattro tifosi del Bastia di età compresa tra i 24 e i 30 anni. L’indagine, condotta dalla Digos di Perugia e dal commissariato di Assisi non è ancora conclusa e coinvolge complessivamente una decina di persone. Ad illustrare i dettagli dell’indagine sono stati questa mattina il dirigente Digos Francesco Moretta ed il commissario di Assisi Francesca De Luca. Per gli inquirenti il lancio della pietra fu diretto e frontale, un gesto definito “volontario”. Le forze dell’ordine sono risalite al ragazzo grazie anche alle immagini delle telecamere di sorveglianza poste all’esterno dello stadio. Lo stesso 31enne ha negato di aver voluto colpire il tifoso folignate, che quel giorno fu trasportato ed operato d’urgenza all’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Perugia. Quest’oggi sono arrivate anche le parole del difensore del tifoso bastiolo, l’avvocato Luca Maori. Il legale ha negato in maniera categorica la volontarietà del gesto. “Il mio assistito – ha detto l’avvocato Maori – non aveva alcuna intenzione di uccidere. E’ stato colpito da un sasso e lo ha ritirato indietro senza accorgersi di avere colpito qualcuno”. L’avvocato Maori definisce l’arresto del giovane un provvedimento “ingiustamente punitivo”.

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