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Enel, piano di riorganizzazione: audizione in Regione per i sindacati

Pubblicato il 1 Ottobre 2014 15:03 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:15

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Il piano di ridimensionamento programmato da Enel in Umbria approda sul tavolo della seconda commissione del consiglio regionale. Se ne è discusso questa mattina a palazzo Cesaroni, nell’ambito di un incontro durante il quale sono stati ascoltati i rappresentanti delle sigle sindacali. Presenti in aula, infatti, Maurizio Ottaviani della Flai Cisl, Doriana Gramaccioni della Uilcem Uil, e Andrea Calzoni della Filctem Cgil che hanno illustrato le ripercussioni che le decisioni dei vertici Enel avrebbero in termini di sedi, centri decisionali e centrali elettriche per l’intera regione. Il piano – come noto – prevedrebbe, nel dettaglio, la riduzione da tre ad uno delle “zone” e da sette a quattro delle “unità operative”, con la perdita dell’ufficio di coordinamento di Perugia. “L’impatto – hanno spiegato in proposito i tre sindacalisti – sarebbe pesante. La ‘Zona Umbria’ andrebbe ad assommare 470 mila utenze pur in presenza di una rete molto estesa e ramificata in territori montani e marginali. Entro la fine del 2014 inoltre – hanno proseguito – utilizzando l’articolo 4 della ‘Legge Fornero’, Enel ridurrà il personale umbro di 100 unità, 25 soltanto delle quali verranno rimpiazzate. Questo comporterà un presidio del territorio diverso dall’attuale e anche meno efficace mentre i rapporti con Regione e Protezione civile umbra saranno gestiti da un ufficio dislocato a Firenze. Il rischio – hanno quindi concluso – è quello di un progressivo smantellamento delle strutture regionali di distribuzione e produzione”. Dai sindacati, poi, un appello alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, affinché nel prossimo incontro con l’amministratore delegato di Enel ponga l’attenzione sulla centrale di Bastardo, che impiega ad oggi 80 dipendenti e destinata ad essere chiusa nel 2023 in assenza di interventi di riconversione. E proprio in vista dell’incontro tra la Marini e l’ad di Enel, la seconda commissione ha deciso di inviare alla giunta regionale un documento contenente le sollecitazioni degli stessi sindacati. La proposta sarebbe in questo caso – oltre al mantenimento della centrale di Bastardo – la riduzione a due delle ‘Zone’, anziché una, e un accorpamento delle ‘unità operative’ mantenendo però quelle di Orvieto–Terni.

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