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Hantavirus, nessun caso in Umbria ma la sorveglianza è attiva

La Direzione Salute e welfare sta monitorando il focolaio internazionale, ma per i cittadini il rischio è quasi nullo. Avviato il coordinamento permanente con le strutture sanitarie nazionali. L’appello: “Evitare inutili allarmismi”

Pubblicato il 13 Maggio 2026 12:29 - Modificato il 12 Agosto 2026 09:06

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“Ad oggi non si registra alcun caso o sospetto clinico nel territorio umbro”. È quanto fa sapere la Direzione Salute e welfare della Regione Umbria che sta monitorando con attenzione il focolaio internazionale di Hantavirus Andes (ANDV) rilevato a bordo della nave da crociera MV Hondius, in raccordo con il Ministero della salute, l’Istituto superiore di sanità e le principali autorità sanitarie internazionali.

Nonostante il rischio quasi nullo per i cittadini, però, la Regione ha deciso di operare secondo il principio di massima cautela. In quest’ottica è stato attivato un coordinamento permanente con le strutture sanitarie nazionali, allertando preventivamente i Dipartimenti di prevenzione e predisponendo una sorveglianza attiva per monitorare eventuali contatti segnalati. Parallelamente è stata avviata una ricognizione dei laboratori regionali idonei alla diagnosi per garantire una risposta tempestiva in caso di necessità.

Dalla Direzione Salute e welfare arriva, inoltre, l’invito “a evitare inutili allarmismi e a fare affidamento esclusivamente sulle comunicazioni ufficiali”. Secondo quanto sottolineato dalla Regione, non sono richieste misure straordinarie, se non la consueta attenzione per chi rientra da viaggi in Sud America. In questo caso, laddove si riscontrassero febbre acuta, sintomi respiratori o gastrointestinali, la raccomandazione è quella di consultare il proprio medico di medicina generale.

Nel frattempo, i servizi di sanità aeroportuale e marittima hanno già potenziato le attività di consulenza preventiva per i viaggiatori diretti verso aree endemiche. Dalla Regione fanno, inoltre, sapere che proseguirà il monitoraggio, assicurando ai cittadini aggiornamenti costanti.

Ad oggi risultano nove persone contagiate, con sette casi confermati e tre decessi, circoscritti ai passeggeri della nave e ai loro contatti stretti. Il virus Andes, viene inoltre sottolineato, non è presente in Italia, poiché il suo serbatoio naturale è un roditore che vive esclusivamente in Sud America. Per queste ragioni, l’Organizzazione mondiale della sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) considerano il rischio per la popolazione generale rispettivamente basso e molto basso.

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