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Foligno, odori nauseabondi a Santo Stefano dei Piccioni

Pubblicato il 17 Ottobre 2014 16:55 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:04

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L’iniziativa si pone come obiettivo quello di coinvolgere più persone possibili, lungo un percorso di 5 chilometri, in un momento dedicato all’attività fisica all’aria aperta. Il prossimo appuntamento è in programma per domani (16 maggio) alle 8.30

Un odore nauseabondo. È quello che lamentano i residenti della frazione folignate di Santo Stefano dei Piccioni. Una situazione che – denunciano – va avanti da anni e rispetto alla quale non si è mai trovata una soluzione. Così ieri sera gli abitanti sono tornati a riunirsi. L’occasione un’assemblea pubblica indetta dalla locale comunanza agraria che ha chiamato a raccolta non solo i diretti interessati, ma anche rappresentanti istituzionali come gli assessori comunali Graziano Angeli e Maura Franquillo e il dirigente Arpa della sezione territoriale di Foligno, Luca Proietti. Ma non solo, a rispondere all’appello anche esponenti del Wwf e del comitato spontaneo “Dei 4 colli”. Al centro dell’attenzione il grado di inquinamento registrato e che, per i promotori dell’iniziativa, si lega ai fumi emessi da un’azienda del posto. Il monitoraggio dell’aria effettuato dai tecnici dell’Arpa, attraverso l’installazione di apposite capannine, al momento avrebbe dato esito negativo anche se “il periodo d’analisi – denunciano – è poco significativo, dal momento che ad agosto l’attività dell’azienda era ridotta”. Necessario, quindi, effettuare altri accertamenti posti in essere fin da subito e che si protrarranno anche per i mesi a venire. L’imperativo rimane quello dunque di trovare una soluzione ad un problema che si protrae da ormai molto tempo e che ha visto nella serata di ieri tanto l’impegno dei vertici Arpa quanto di quelli dell’amministrazione comunale. Impegno giudicato positivamente – anche alla luce di quanto fatto negli ultimi mesi dall’Arpa – dal presidente della comunanza agraria di Santo Stefano dei Piccioni, Bernardino Pagnotta, che però – annuncia – “continueremo a tenere alta l’attenzione, e se necessario – conclude – torneremo a protestare”. Non resta che attendere, dunque, anche se un nuovo incontro potrebbe essere fissato prima della fine dell’anno. 

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