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Nocera Umbra, gli alloggi Ater tornano a canone ridotto

Pubblicato il 28 Febbraio 2015 16:51 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:48

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Dallo scorso luglio pagavano un canone d’affitto maggiorato rispetto a quello corrisposto precedentemente. Questo perchè, proprio a partire da quella data, era venuto meno lo status di emergenza post terremoto. É quanto accaduto a dodici famiglie di Nocera Umbra che, dal sisma del ’97, ancora oggi risiedono negli alloggi Ater a canone ridotto, o almeno così fino allo scorso luglio. Poi la maggiorazione contro la quale si erano appellate. Ed ora finalmente la bella notizia, annunciata dal consigliere regionale del Partito democratico Luca Barberini. “Si è trattato di un vero e proprio paradosso – ha dichiarato – che, dopo diversi mesi, è stato sanato grazie a un confronto con l’assessore regionale ai lavori pubblici, Stefano Vinti, e ad alcuni funzionari e tecnici della Regione e dell’Ater. Nel corso dell’incontro – ha quindi spiegato il consigliere Pd – è stato assunto l’impegno di ristabilire le condizioni precedenti al luglio 2014, seppure con un lieve adeguamento delle quote previste”. La vicenda aveva interessato ben 20 nuclei familiari che, come spiegato dallo stesso Barberini, “per cause non dipendenti dalla loro volontà, come il fallimento delle ditte incaricate della ricostruzione post sisma, la mancanza di reti o complicazioni burocratiche che hanno portato al sequestro degli edifici da parte dell’autorità giudiziaria” non erano ancora riusciti a rientrare nelle loro abitazioni, vendendosi costretti a vivere nelle case Ater messe a disposizione della Regione a canone di affitto agevolato. “Tale condizione – ha quindi ribadito l’esponente del Pd – era venuta meno lo scorso luglio quando, per alcune modifiche normative alle 20 famiglie era stato imposto un pagamento pieno se non addirittura maggiorato rispetto al reale valore degli edifici”.

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