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La ciaramicola e il bustrengolo piatti di Foligno? Il web insorge contro una guida sulla città

Pubblicato il 19 Febbraio 2016 18:18 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:23

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In questi giorni tanti folignati si sono visti recapitare nella propria cassetta delle lettere una guida della città. “Viviamo Foligno”, questo il titolo della pubblicazione. Un libricino di circa 140 pagine dove sono riportati i contatti di diverse attività commerciali, numeri utili di telefono ed informazioni varie. A primo sguardo, un’interessante guida su Foligno. Ma a molti, sfogliando attentamente le pagine, si sono immediatamente drizzati i capelli. Nella rubrica denominata “A tavola con gusto”, tra le “ricette tipiche locali” spuntano piatti non certo della tradizione folignate. Se è vero che la dicitura “locale” può dire tutto e non può dire niente vista l’ampiezza del territorio che può raccogliere, è innegabile che alcune pietanze con la storia di Foligno non c’entrano nulla. Alla rocciata viene preferito il bustrengolo o la ciaramicola, mentre al piccione alla folignate il torello alla perugina o il blo blo. Insomma, su quattro ricette proposte, ce ne fosse almeno una di Foligno. E’ così che in molti hanno iniziato a far sentire la loro voce soprattutto sui social network. C’è chi chiede lumi all’amministrazione comunale e chi invece rivendica la propria folignalità. Ma qualche “svarione” è stato fatto anche in altre rubriche, come quella degli appuntamenti. Nella descrizione della Quintana infatti, la guida parla di “cavalieri che gareggiano in armatura”. Forse tutto ciò poteva accadere qualche secolo fa. Ma anche chi non ha mai visto una Giostra al “Campo de li giochi”, dalle foto che circolano su internet può facilmente vedere che i fantini dei dieci rioni indossano tutto tranne che un’armatura, che li appesantirebbe e rallenterebbe la cavalcata dei destrieri. Ma forse una spiegazione a tutto questo c’è. Nel colophon, detto anche gerenza, è facile notare che il format “Comune Informa” non è folignate né tantomeno umbro, bensì con sede legale a Brescia. Insomma, chilometri di distanza dall’Umbria. La rivista porta i saluti del segretario generale della presidenza della Repubblica Donato Marra che rivendica la bontà della pubblicazione, mentre sempre nel colophon, una dicitura in neretto spiega come “non si assume nessuna responsabilità su eventuali inesattezze. All’atto della consultazione l’utilizzatore dichiara di accettare incondizionatamente la presente clausola di esclusione di responsabilità”. In un sol colpo, i folignati si sono visti mutare “incondizionatamente” i propri piatti tipici. Con buona pace – si fa per dire – della tradizione gastronomica locale.

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