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Forno Nocera Umbra, l’ultimatum: “Stipendi o manifestiamo”

Pubblicato il 29 Aprile 2016 04:06 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:36

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Ennesimo ultimatum da parte della Fai Cisl e dei lavoratori del Forno Nocera Umbra. Dopo la paventata protesta per chiedere la cassa integrazione straordinaria (poi arrivata, con il contestuale annullamento del sit-in), ora alle porte c’è un possibile, nuovo, picchettaggio. I quindici dipendenti che da dicembre non lavorano più, rivendicano ancora la mensilità dell’ultimo mese del 2015 e la relativa tredicesima. “Se non vedremo i pagamenti entro il 6 di maggio – afferma Dario Bruschi della Fai Cisl intervistato da Rgunotizie.it – protesteremo di nuovo fuori dai cancelli dello stabilimento”. Un primo picchettaggio era andato in scena lo scorso mese di gennaio, al quale era arrivata la risposta della famiglia Tomassini, proprietaria dello storico marchio folignate. “A febbraio avevamo incontrato l’assessore comunale allo sviluppo economico Giovanni Patriarchi – lamenta Bruschi –, che ci aveva promesso di farsi risentire entro una settimana. Purtroppo nessuno si è più fatto vivo ed il Comune è latitante – prosegue il segretario regionale della Fai Cisl –. Ora chiediamo di essere ricevuti dal sindaco Mismetti, visto che lo ha fatto anche per il Foligno Calcio”. Possibile anche un’iniziativa di protesta anche sotto il palazzo comunale. Un piccolo aiuto per chi è rimasto fuori dall’attività è arrivato dalla cassa integrazione straordinaria (circa 600 euro al mese), “ma non è comunque facile andare avanti – spiega Sabina Fratini, rappresentante dei lavoratori -, considerando poi che gli ammortizzatori sociali scadranno a settembre”. 

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