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Foligno, il consuntivo passa in prima commissione. Filipponi: “Ai cittadini chiesti più soldi dei servizi dati”

Pubblicato il 27 Maggio 2016 13:44 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:18

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Il consiglio comunale nella seduta del 23 giugno scorso ha approvato la misura che permette a chi ha accumulato debiti con l'Agenzia delle entrate tra il 2000 e il 2023 di saldare soltanto l'importo originario.

Mentre il clima all’interno della maggioranza folignate resta teso, giovedì pomeriggio in prima commissione la coalizione a sostegno di Nando Mismetti si è espressa favorevolmente al rendiconto 2015. Lo rende noto l’esponente di Impegno civile, Stefania Filipponi che, attraverso una nota, sottolinea anche l’astensione dei consiglieri Roberto Ciancaleoni e Lorenzo Schiarea e l’assenza di Lorella Trombettoni, presidente dimissionaria della stessa commissione. FILIPPONI – Entrando nel merito del documento economico, Filipponi evidenzia come rispetto ad un risultato di amministrazione di quasi 6 milioni e 6oomila euro, la quota effettivamente spendibile sia di circa 942mila euro, dal momento che – spiega – “la restante parte è stata già vincolata per legge, ed oltre 4 milioni di euro sono stati accantonati per “coprire scelte” del passato”. Il riferimento sarebbe, in questo caso, a “crediti di difficile esazione e a contenziosi e perdite delle partecipate”. Per la consigliera di Impegno civile ci sarebbe “un’eccedenza di entrate non utilizzate” che evidenzierebbe “l’inefficienza dell’ente” ed una “cattiva programmazione finanziaria”. “Risulta chiaro – prosegue – che la pressione tariffaria e tributaria applicata, è eccessiva rispetto ai bisogni reali per finanziare i servizi”. In soldoni, per Stefania Filipponi ai cittadini sarebbero stati chiesti più soldi dei servizi offerti. A finire nel mirino della consigliera comunale anche la vicenda Fils, per la quale aveva chiesto la convocazione da parte della commissione dei sindaci revisori, al fine di avere ulteriori chiarimenti sul fronte della contabilizzazione relativa al 2014. “La maggioranza si è dichiarata disponibile alla verifica – commenta -, ma soltanto dopo l’approvazione del rendiconto. Ovvero – conclude – quando non serve più”. SCHIAREA – Ad affrontare il capitolo Fils, però, è stato nelle ultime ore anche l’esponente del Movimento per Foligno, Lorenzo Schiarea. “Non abbiamo un quadro preciso della situazione e ci viene prospettata come unica soluzione la ricapitalizzazione della società in house”. Ipotesi che il consigliere folignate esclude a priori, dicendosi contrario a “mettere le mani in tasca ai cittadini”. Per Schiarea, dunque, occorre “dare una prospettiva snella e coraggiosa alle partecipate, uno degli snodi centrali – sottolinea – che inevitabilmente condiziona in prospettiva il bilancio e la tassazione per i folignati”. Motivazioni che giustificherebbero il mancato ok del consigliere all’approvazione del bilancio. PSI – Ma la pagina politica folignate si arricchisce anche di un altro intervento, quello dei Socialisti, che tornano a replicare alle ultime affermazioni di Ciancaleoni. “Se c’è un desaparecidos – dicono – è proprio Ciancaleoni, che da due anni non partecipa alle riunioni del partito e dell’amministrazione”. Criticata poi la mossa del consigliere folignate che, dopo l’intervento durante l’ultima assise cittadina, ha abbandonato l’aula “senza ascoltare le necessarie repliche”. M5S – Nell’intenso dibattito politico si inserisce anche Fausto Savini, capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 stelle. “Sul bilancio comunale – afferma il pentastellato – Mismetti anche stavolta vince (di misura) ma non convince, è la classica vittoria di Pirro. La giunta resta in piedi e restano anche i mal di pancia di consiglieri come Trombettoni e Graziosi che lo hanno votato come un atto di fede e, forse, per senso di responsabilità – prosegue Savini – il redde rationem è pertanto solo rinviato al momento in cui dovrà per forza essere affrontata la madre di tutti i problemi: la situazione di Fils e delle aziende partecipate”.

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