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Foligno, Ronconi: “Il centro vive solo con movide e sagre paesane”. Ciancaleoni: “Psi desaparecido”

Pubblicato il 26 Maggio 2016 14:03 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:19

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“Nel Psi la politica è ‘desaparecida’”. E’ l’affondo di Roberto Ciancaleoni, consigliere comunale folignate che replica alle accuse di Silvano Rometti, il segretario regionale dei socialisti che nella giornata di mercoledì ha di fatto sfiduciato l’oramai ex alleato. Non si è fatta attendere dunque la risposta di Roberto Ciancaleoni che sottolinea come a Foligno il Psi “e i suoi protettori regionali” non sono interessati alla vicenda delle partecipate, sul futuro dell’ospedale e la sua integrazione con quello di Spoleto, così come l’annosa vicenda dell’ex Zuccherificio. “Il Psi locale – prosegue il consigliere comunale – non si accorge nemmeno del malessere che si sta estenendo all’interno della maggioranza che si è modificata rispetto alle condizioni di partenza e che riguarda anche il Pd. Una domanda sorge spontanea – incalza Ciancaleoni – ma oltre ad occupare qualche posto in giunta o in consiglio, cos’altro interessa al Psi di Foligno e regionale?”. Ma il “dissidente” non è l’unico ad alzare la voce dopo le numerose polemiche piovute nei suoi confronti e in quelli di Moreno Finamonti e Lorenzo Schiarea. A difendere quest’ultimo ci pensa Maurizio Ronconi, esponente di Movimento per Foligno e Centro democratico. L’ex parlamentare prende di mira le dichiarazioni del vescovo, che in un’intervista alla Gazzetta di Foligno aveva chiesto di “giocare a carte scoperte, giungendo a ricucire uno strappo rispettando il mandato degli elettori. Bisogna farlo – aveva affermato Sigismondi – anteponendo le attese della gente all’attesa di una poltrona”. “E’ di tutta evidenza che il vescovo di Foligno è stato male informato sul bilancio e sulle situazioni amministrative di Foligno – scrive in una nota Ronconi – il Movimento per Foligno ha sempre giocato a carte scoperte, mai con gli infingimenti o le false promesse che, è sotto gli occhi di tutti, sono invece di altri”. Anche Ronconi sviscera poi quelle che sono per il suo movimento politico le vere questioni della contesa tra cui ex Zuccherificio, Fils e la sopravvivenza del centro storico, garantita “solo grazie a movide e sagre paesane”. Insomma, all’indomani dell’approvazione del bilancio, la guerra in seno alla maggioranza sembra tutt’altro che finita. Un dato va evidenziato. Entrambe le parti si rinfacciano che l’altra non ne vuol sapere di parlare di questioni politiche ma pensa solamente alle poltrone. Almeno in questo, un punto d’accordo c’è…

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