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Chiesa inagibile, a Norcia la messa è all’aperto

Pubblicato il 5 Settembre 2016 14:18 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:23

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Anche lui, il parroco di Campi di Norcia, dorme in una tenda. La sua chiesa, come quasi tutte nell’area nursina, è stata infatti dichiarata inagibile. E allora l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, con l’intento di far sentire nuovamente la vicinanza sua personale e dell’intera Diocesi ai terremotati della zona di Norcia, si è recato ieri, 4 settembre, in Val Castoriana, a Campi di Norcia per la precisione. Dove ha celebrato la messa all’aperto, in uno slargo dinanzi alla bellissima chiesa di San Salvatore, inagibile, appunto, come del resto la grande maggioranza di quelle che fanno capo all’Abbazia di Sant’ Eutizio. Le molte persone presenti hanno manifestato al Vescovo la grande paura che si è riacutizzata con le scosse della notte tra venerdì e sabato, ma anche la loro tenacia e la voglia di non arrendersi e non abbandonare il territorio. E accanto al presule a concelebrare c’era il parroco dell’Abbazia, don Luciano Avenati che, dopo una decina di notti trascorse nell’automobile, dorme ora in una tenda. Lo splendido complesso abbaziale, infatti, è stato dichiarato inagibile: la chiesa è seriamente compromessa e il campanile è a rischio crollo. Don Avenati a nome di tutti i fedeli si è così rivolto al vescovo ringraziandolo “per la sua frequente e premurosa vicinanza fin dalle prime scosse – sono state le sue parole – la gente in questo momento faticoso e doloroso sente vicino il proprio Pastore”. Nell’omelia monsignor Boccardo ha detto che spesso “la vita ci propone sentieri di montagna, duri e faticosi, come può essere il terremoto che ha sconvolto le nostre vite. Ma Gesù ci precede in questo sentiero, ci apre la strada, è con noi, non ci lascia soli. È vero – ha proseguito – in questa vallata non abbiamo più chiese agibili (come del resto a Norcia), ma la vita cristiana prosegue perché il Signore abita nelle nostre vite prima ancora che nei muri di un edificio. Madonna della Croce venerata qui a Campi – ha detto al termine – prenditi cura dei tuoi figli terremotati e per ottieni le benedizioni di tuo figlio Gesù”. Al termine della messa l’arcivescovo ha pranzato nello spazio polivalente della pro-loco con le persone che dalla notte della prima scossa vivono lì, una trentina circa, o perché la casa è inagibile, o perchè la paura ha avuto la meglio.

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