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Bevagna, Polticchia e Borsini: “Scempio ambientale ampliare la cava”

Pubblicato il 15 Dicembre 2016 11:06 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:33

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Parlano di “scempio ambientale che segnerà per sempre il cuore delle Terre dell’olio e del sagrantino” i consiglieri bevanati di opposizione, Analita Polticchia e Giovanni Borsini, a proposito dell’approvazione da parte dell’amministrazione Falsacappa della variante al Piano di fabbricazione. Il riferimento è, nello specifico, all’estensione di otto ettari dell’area di cava presente nel Comune di Bevagna. “Come capigruppo – dichiarano all’unisono Polticchia e Borsini – denunciamo il fatto di non essere stati coinvolti nella discussione dell’argomento che ci è stato presentato in modo raffazzonato a pochi giorni di distanza dal consiglio e senza poter avere accesso agli atti fino al giorno stesso della massima assise”. Per i due esponenti politici bevanati, dunque, l’amministrazione guidata da Annarita Falsacappa avrebbe agito “incurante della tendenza alla salvaguardia dell’ambiente sostenuta da leggi internazionali, nazionali e regionali, nascondendosi dietro a inconsistenti giustificazioni di tutela dei posti di lavoro e dichiarando implicitamente un ricatto dell’azienda titolare della cava stessa nei confronti del Comune”. Eppure nelle dichiarazioni dei due esponenti “l’atto passato in consiglio comunale non parla di posti di lavoro, ma solo di ratifica dell’accertamento del giacimento e dell’approvazione di una variante che prevede l’ampliamento dell’area di cava (utilizzando terreno agricolo), lo scavo di un nuovo bacino d’acqua e lo spostamento di una strada comunale. Il tutto – denunciano – a ridosso del fiume Timia”. Da qui l’attacco all’amministrazione bevanate per “la totale incapacità a trovare soluzioni alternative o di mediazione”, ma anche sulla mancata condivisione e partecipazione con la comunità. “I cittadini – dicono – non hanno avuto modo di esprimersi, perché il tutto si è consumato nei pochi mesi di governo dell’attuale amministrazione, che ha sottaciuto il problema”. In chiusura Analita Polticchia e Giovanni Borsini si dichiarano disposti, a nome dei gruppi “Per Bevagna Futura” e “Bevagna Rinasce”, “a sostenere i lavoratori e a trovare soluzioni che aiutino l’azienda stessa per superare la crisi che ormai da anni attanaglia il settore”, esprimendo però “il loro più accorato dissenso” rispetto a quella che definiscono una “sproporzionata ferita ambientale”.  

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