Alla vigilia dei trent’anni le Gaite di Bevagna si fermano per riflettere sui tanti ed importanti risultati raggiunti fino ad ora e su quanto ancora si possa e si debba fare per il futuro di una delle manifestazioni storiche più importanti dell’Umbria. Una manifestazione a cui va il merito, tra l’altro, di aver portato alto il nome di Bevagna fuori dai confini territoriali, regionali e nazionali, come dimostrano le tantissime presenze turistiche registrate nel borgo umbro e che, anno dopo anno, crescono costantemente.
È per questo motivo che il presidente dell’Ente Mercato delle Gaite Claudio Cecconi, al suo secondo anno di mandato, ha deciso di fare il punto della situazione, convocando per la prima volta dalla nascita della manifestazione i cosiddetti Stati Generali. “Quale futuro per il Mercato delle Gaite? Vieni a dire la tua”, questo il nome dell’evento in programma per domenica 18 novembre dalle 9.30 alle 18.30. In agenda una vera e propria full immersion di nove ore, che ha l’obiettivo di chiamare a raccolta non tanto e non solo i fedelissimi, ossia i tanti volontari che quotidianamente mettono il loro tempo e il loro impegno a disposizione della manifestazione, ma soprattutto chi di fatto è fuori dal circuito.
“L’idea è quella di coinvolgere tutta la città – spiega il presidente Cecconi – far sì che si sentano parte di questa manifestazione e si approprino anche loro un po’ del grande successo che le Gaite stanno riscuotendo. Anche perché la nostra manifestazione – prosegue – si sta connotando sempre di più come volano di sviluppo dell’intero territorio con importanti benefici per tutti, a cominciare proprio dal tessuto economico. Solo lo scorso anno – ha sottolineato il presidente dell’Ente – sono stati ben 8mila gli studenti arrivati da tutta Italia per visitare le nostre botteghe didattiche e conoscere da vicino i mestieri medievali”.
Alla presenza delle istituzioni, di forze politiche ed economiche, docenti universitari e giornalisti, ma soprattutto di fronte alla comunità che – si spera – intervenga numerosa, si parlerà di potenzialità ancora inesplorate, delle difficoltà di gestione di una macchina complessa, dell’avvicendamento delle generazioni, di tradizione e rinnovamento ma anche della ricerca di finanziamenti. Già, perché secondo quanto spiegato anche dal presidente Cecconi nel corso degli ultimi anni si è andato sempre più assottigliando il contributo riconosciuto dalla Regione alle manifestazioni storiche umbre. “Se in passato – sottolinea Cecconi – potevamo contare su un impegno che copriva tra il 40 e il 50 per cento dell’evento, oggi quest’aiuto si è notevolmente abbassato. Rispetto ai 18mila euro del passato, nell’ultimo anno siamo scesi a 2mila euro di contributo. Numeri alla mano per 39 manifestazioni storiche iscritte all’albo regionale, sono stati stanziati 20mila euro”.
L’appello, dunque, è a chi di dovere a supportare con rinnovato spirito e risorse eventi che qualificano la regione e rappresentano, come detto, un importante volano di sviluppo in un momento storico in cui la crisi non lascia scampo. “Il Mercato delle Gaite – ha concluso Cecconi – è una manifestazione in salute e non vogliamo che anche un semplice raffreddore ne comprometta il futuro”.



















