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Umbria, in un anno persi 3.500 residenti. Nascite a picco e gli italiani se ne vanno

Pubblicato il 13 Luglio 2020 16:42 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:34

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Due morti ogni nuovo nato, con gli italiani che preferiscono lasciare la regione. E’ la fotografia dell’Istat rispetto alla popolazione residente in Umbria al 31 dicembre scorso. Il quadro, che riassume tutto il 2019, evidenzia un forte calo di nascite nel Cuore verde d’Italia, con la popolazione che alla fine dello scorso anno era di 880.285 residenti rispetto agli 883.824 di dodici mesi prima. Il dato maggiormente in vista è senza ombra di dubbio quello che interessa i nuovi nati: mai così pochi negli ultimi venti anni. Nel 2019 sono stati in totale 5.578, di cui il 17,6% da parte di stranieri. Sempre nello stesso periodo, i morti sono stati 10.263, praticamente il doppio delle nuove nascite con un saldo naturale di -4.685. Il tasso di crescita naturale fa quindi registrare un -4,3%. Segno più invece per quanto riguarda il saldo migratorio, che fa segnare un +1.146 tra iscritti e cancellati all’anagrafe regionale (24.147 sono trasferiti in Umbria, 23.001 i cancellati). Rispetto proprio ai flussi migratori in Umbria, nel 2019 sono arrivate dall’estero 4.711 persone, mentre 1.182 sono quelle espatriate. Discorso inverso per quanto riguarda gli italiani, visto che in dodici mesi in 1.784 persone hanno lasciato l’Umbria, a fronte di 918 arrivi. Il tasso migratorio riportato dalle tabelle Istat è quindi del 3%, rispettivamente composto dal -1,1% degli italiani ed un +35,8% degli stranieri. E sempre rispetto agli stranieri residenti in Umbria, nel 2019 ci sono stati 823 nascite e 159 morti. Nel complesso, in Umbria la popolazione straniera in dodici mesi è aumentata dello 0,3% ed è di 98.791 unità. Nel 2019 sono state 2.921 le persone che hanno richiesto la cittadinanza italiana.

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