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Lavoratori della sanità allo stremo a Foligno e Spoleto: l’allarme dei sindacati

Pubblicato il 13 Febbraio 2021 11:56 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:48

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“Serve urgentemente un immediato cambio di passo”. A lanciare l’allarme Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica che tornano così ad accendere i riflettori sulla questione sanità. Il riferimento è, in particolare, ai lavoratori dell’Usl Umbria 2 di Foligno e Spoleto, che – spiegano le sigle sindacali – sono “ormai allo stremo”. Colpa, spiegano, dei contagi e di difficoltà organizzative crescenti che, a partire dallo scorso mese di settembre, sono diventate via via “sempre più gravi ed ingestibili”. Ecco perchè per Cgil, Cisl e Uil occorre che l’Usl Umbria 2 “garantisca al più presto – dichiarano – una migliore opera di regia, basata su un sistema di monitoraggio efficiente e reattivo, affinché – sottolineano – la direzione dia risposte ed attui le scelte ben più rapidamente di quanto accaduto negli ultimi mesi”. Come detto, interessati sia gli operatori sanitari di Foligno che quelli di Spoleto. 

Al San Giovanni Battista occhi puntati sul reparto di neuroriabilitazione “negli ultimi giorni pressoché decimato” e a quelli di medicina e rianimazione “da mesi in forte sofferenza, con un potenziamento del personale strutturato del tutto insufficiente rispetto alle prestazioni richieste, sia Covid che no Covid”. Non cambia la situazione nel vicino San Matteo degli Infermi, dove le difficoltà sarebbero iniziate ad emergere dopo la conversione in ospedale Covid. “Sia in termini di organizzazione – dicono i sindacati – che per l’ormai diffusa e cronica carenza in Umbria di un numero adeguato di figure sanitarie e tecniche. Conversione – proseguono – che ha anche ampliato il bacino d’utenza dell’ospedale di Foligno che, quindi, con lo stesso personale di prima, sta garantendo ormai da mesi non solo i ricoveri ordinari (provenienti in parte dallo Spoletino), ma anche i sempre più numerosi ricoveri Covid (giunti a 48, di cui 11 in terapia intensiva)”.

In sofferenza anche i servizi territoriali, a partire dai tamponi sul territorio e dalla gestione delle vaccinazioni fino all’assistenza domiciliare, “che – ribadiscono Cgil, Cisl e Uil – non sempre vengono messi in condizione di fornire rapidamente tutte le risposte necessarie ai cittadini”. I sindacati puntano il dito anche contro quella che apostrofano come “assenza di trasparenza” sulle strategie e le scelte delle direzione, ma anche sui contagi rilevati nei luoghi di lavoro, sui posti letto effettivamente disponibili e quelli occupati e sui servizi regolarmente attivi. Situazione che, concludono, fa crescere demotivazione e sfiducia tra i lavoratori. Da qui, la richiesta e Regione e Usl la convocazione urgente del Comitato regionale per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della sanità. 

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