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Montefalco, il vicesindaco Settimi: “Falsa esclusione dai ‘Borghi più belli d’Italia’”

Pubblicato il 5 Marzo 2021 10:55 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:44

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Il vicesindaco di Montefalco non ci sta e replica alle dichiarazioni rilasciate negli scorsi giorni dalla minoranza sull’esclusione della “Ringhiera dell’Umbria” dall’associazione dei “Borghi più belli d’Italia”. Esclusione che Daniela Settimi bolla come “falsa”. Il perché è presto detto: “La determina in cui si conferma l’impegno da parte del Comune di Montefalco di adempiere al pagamento della quota associativa 2020 risale al 28 ottobre scorso – spiega il vicesindaco ed assessore al turismo – mentre la disposizione di liquidazione è la numero 15 del 9 febbraio. Il resto – prosegue – sono solo sterili strumentalizzazioni che in questi giorni hanno portato gli esponenti dell’opposizione comunale e regionale a fare un’informazione fuorviante”.

Per Settimi “l’appartenenza all’associazione non è mai stata e non può essere messa in discussione” e “questi atti, ufficiali e consultabili – sottolinea – dimostrano la volontà dell’ente a proseguire quel cammino virtuoso iniziato nel lontano 2001”. Il vicesindaco parla, dunque, di una polemica “completamente inutile e poco rispettosa nei confronti dei cittadini e dei tanti imprenditori che negli ultimi dieci anni hanno investito sul territorio perché credevano fortemente nel progetto di sviluppo economico e turistico proposto dall’amministrazione precedente”.

Ma Daniela Settimi non si ferma qui ed interviene anche sulla scelta dell’amministrazione comunale di ricorrere al riequilibrio finanziario dell’Ente piuttosto che ricorrere al dissesto. “Stiamo lavorando con determinazione con la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta” ha dichiarato al riguardo, apostrofando ancora una volta come “inutili e sterili” le polemiche di SiAmo Montefalco. “Anche la procedura di dissesto – ha detto – avrebbe determinato un aggravio di tasse e tributi dovuti dai cittadini. Senza considerare che l’ipotesi non sussiste – ha aggiunto – in quanto le tariffe sono già al massimo consentito. Non è assolutamente vero, come si vorrebbe far credere – ha aggiunto – che il dissesto sarebbe stata la migliore strada da percorrere, se non altro per l’aggravio di costi per l’ente dovuti all’intervento della Commissione composta da tre membri così come previsto dal Tuel”.

“Preme sottolineare – ha quindi concluso – che questa amministrazione non è immobile, ma è impegnata su tutti i fronti sia emergenziali dovuti alla pandemia, sia per garantire una giusta ripresa delle attività e dell’economia nel momento in cui ciò sarà possibile. Il tempo della polemica deve necessariamente avere conclusione, per lasciare spazio al tempo della operatività e della auspicata collaborazione per il ‘bene comune’ della nostra città che non dobbiamo mai perdere di vista”.

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