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Al bar senza pagare, riscatti per chiavi rubate: ecco come agivano gli indagati di Sant’Eraclio

Pubblicato il 13 Luglio 2021 12:30 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:09

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Andavano al bar e non pagavano la colazione, oppure rubavano le chiavi dei trattori chiedendo soldi per la loro restituzione. Sono solo alcuni dei comportamenti illeciti messi in atto a Foligno da un gruppo di persone, cinque italiani di origine sinti che gravitano attorno al campo rom di Sant’Eraclio. A strocare i loro comportamenti sono stati, in un’operazione congiunta, i carabinieri e la polizia guidati rispettivamente dal comandante Alessandro Pericoli Ridolfini e dal vicequestore Bruno Antonini. L’operazione, partita nel 2019, ha certificato una serie di reati perpetrati fino al marzo di quest’anno.

Le misure cautelari hanno interessato cinque persone, ritenute responsabili di estorsioni e rapine. I provvedimenti sono scattati nella mattinata di lunedì, mentre la città si risvegliava al termine dei lunghi festeggiamenti per la vittoria degli Europei da parte dell’Italia. Circa ventitré sono le estorsioni tra tentate e consumate, così come otto le rapine anche in alcune attività del centro città. Gli indagati sono tutti di età compresa tra i 20 e i 35 anni. Le persone finite sotto la lente delle forze dell’ordine vessavano, estorcevano denaro a commercianti, artigiani e contadini della zona. Il commissariato di Foligno ha fatto da sfondo, martedì mattina, alla conferenza stampa di polizia e carabinieri, durante la quale sono stati illustrati i dettagli dell’operazione. L’incontro con la stampa è stata anche l’occasione per rendere omaggio al tenente Alberto Bazzurri. L’ex comandante del Norm di Foligno, scomparso prematuramente lo scorso dicembre, è stato tra i protagonisti dell’avvio delle indagini circa due anni fa.

“Per risalire agli autori dei reati – raccontano le forze dell’ordine – è stato molto importante il rapporto con la gente. All’inizio ci siamo trovati di fronte ad un muro di omertà, successivamente le persone hanno iniziato a parlare”. Tra le vittime c’è anche chi è stato picchiato e, una volta al pronto soccorso, non ha mai denunciato per paura di ritorsioni. È per questo motivo che per alcuni indagati il reato contestato è anche quello di lesioni. In carcere sono finiti G.P. (25 anni) e P.G. (23 anni). Per altri due rom è scattato l’obbligo di firma, mentre per l’ultimo c’è anche il divieto di avvicinamento alle vittime. Le indagini della Procura della Repubblica di Spoleto sono state coordinate dal pm Vincenzo Ferrigno, mentre gli ordini cautelari sono stati dal gip Paolo Mariotti. Secondo gli inquirenti, il comportamento dei questo giovane gruppo di rom era oramai sfuggito anche ai “comandi” degli anziani, che hanno apprezzato l’operazione di carabinieri e polizia.

L’operazione è stata “salutata” positivamente dal sindaco di Foligno. Stefano Zuccarini: “Quando le istituzioni collaborano in stretta sinergia, facendo squadra – ha commentato il sindaco su Facebook – i risultati a beneficio dei cittadini arrivano concretamente. Sulle vicende del campo rom di Sant’Eraclio e sugli atti criminali posti in essere da alcuni suoi appartenenti, non abbiamo mai abbassato la guardia, né voltato la testa dall’altra parte, ma anzi, abbiamo voluto tenere gli occhi puntati e ben aperti. A Sant’Eraclio – ha concluso il sindaco – ha vinto la legalità, le istituzioni, le forze dell’ordine, e soprattutto i cittadini onesti che hanno trovato in questa amministrazione il loro primo alleato”.

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