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Pandemia, casi in crescita per la terza settimana consecutiva: i numeri umbri

Pubblicato il 6 Ottobre 2022 14:45 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:36

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Per la terza settimana consecutiva (28 settembre – 4 ottobre), salgono i contagi in tutta Italia e fanno registrare un +51,9% rispetto ai sette giorni precedenti. A certificarlo è la Fondazione Gimbe, attraverso il monitoraggio indipendente che evidenzia 244mila casi in tutto lo Stivale rispetto ai 161mila della scorsa settimana. La crescita interessa tutte le regioni italiane, nessuna esclusa. Si va dal +18,4% della Sardegna al +132% di nuovi casi della Valle d’Aosta. L’Umbria nella settimana fino al 4 ottobre scorso ha fatto registrare un +49,7% di nuove infezioni, con 728 persone positive su 100mila abitanti. Performance in peggioramento, così come per tutte le altre regioni. L’unica a salvarsi, migliorando il numero dei positivi ogni 100mila abitanti, è la Toscana. “Bollino rosso” anche per la situazione dei posti letto in area medica occupati da pazienti Covid-19: il Cuore verde d’Italia è al 20,1% ed è in compagnia di altre 7 regioni. In tutte le altre l’occupazione è sotto la soglia critica. Bene l’Umbria invece per quanto riguarda le terapie intensive, con il “disco verde” di Gimbe stabilito in base ai parametri Agenas. La media italiana vede comunque un peggioramento sul fronte dei nuovi casi, anche se la situazione negli ospedali resta sotto controllo. Rispetto alla settimana precedente tutte le province vedono un incremento dei nuovi casi. Tra quelle dove l’incidenza supera i 500 casi ogni 100mila abitanti ci sono anche Perugia (610) e Terni (558). Con il segno meno i decessi, che negli ultimi 7 giorni hanno evidenziato un -8,5% a livello nazionale, mentre sul fronte dei ricoveri ordinari e delle terapie intensive, il segno è purtroppo opposto: +31,8% e +21,1%. Molte più persone si sottopongono al tampone (+20,6%), Calano anche i nuovi vaccinati, con numeri in discesa anche per gli over 50, ovvero coloro a rischio malattia grave. Resta al palo il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi, che passa dal 17% della settimana precedente al 17,7% dell’ultima presa in considerazione da Gimbe. Su questo fronte, l’Umbria è sotto la media nazionale con un 14%.

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