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Postiglione ucciso con oltre 50 coltellate. Il 17enne trasferito a Firenze

Il capomastro sarebbe morto per dissanguamento visto che le coltellate avrebbero reciso un'arteria. Il presunto assassino è uscito dall'ospedale e, dopo aver fatto tappa al commissariato di Foligno, è stato portato in carcere

Pubblicato il 13 Novembre 2024 15:54 - Modificato il 15 Novembre 2024 16:41

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Sarebbe morto per dissanguamento Salvatore Postiglione, il capomastro 56enne ucciso in un parcheggio di via La Louviere di Foligno all’alba dello scorso giovedì 7 novembre. È quanto emerso dall’autopsia effettuata martedì sulla salma del muratore. L’esame autoptico è stato effettuato dal medico legale Eleonora Mezzetti e, a quanto risulta, avrebbe evidenziato oltre 50 coltellate, di cui molte al torace e alla schiena e altre alle braccia e alle mani: queste ultime fanno ipotizzare come Postiglione avrebbe provato a difendersi dalla furia omicida del suo assassino. Le numerose coltellate avrebbero dunque portato a recidere un’arteria, dissanguando l’uomo. All’autopsia ha partecipato anche il dottor Sergio Scalise Pantuso, consulente della famiglia Postiglione difesa dagli avvocati Alberto e Lucrezia Onori. Nel frattempo il 17enne ritenuto dagli inquirenti il responsabile dell’omicidio è uscito dall’ospedale per essere trasferito nell’istituto penale minorile di Firenze. Prima però il giovane ha fatto tappa, nella mattinata di mercoledì, nel commissariato di Foligno per un passaggio formale, con il giovane che poi è stato portato nel capoluogo toscano. Nei prossimi giorni i suoi legali, gli avvocati Samuele Ferocino e Ilario Taddei raggiungeranno il carcere minorile per parlare con il loro assistito, visto che sin qui non è stato possibile. Il 17enne infatti era stato ricoverato sabato al “San Giovanni Battista” dopo aver tentato degli atti di autolesionismo: poche ore dopo gli agenti sarebbero arrivati all’interno della sua abitazione dove sono state ritrovate le scarpe ancora sporche di sangue e gli abiti che sarebbero stati indossati il giorno dell’omicidio. Da allora a oggi il ragazzo non ha ancora parlato con nessuno. Restano dunque dei punti interrogativi sul movente che avrebbe portato il 17enne a scagliare la sua furia nei confronti di Salvatore Postiglione. Gli inquirenti si stanno comunque concentrando sul rapporto tra la vittima e il presunto assassino: i due si erano conosciuti mesi fa sul posto di lavoro, prima che il minore si licenziasse. Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, il 17enne nascondeva un segreto inconfessabile che, negli ultimi tempi, lo aveva reso strano, così come raccontato da persone a lui vicine. Oltre al movente, a mancare ancora è anche l’arma del delitto.

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