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Foligno, oltre 13 milioni di euro per il biodigestore di Casone

L’impianto sarà interessato da interventi di ammodernamento per incrementare l’energia rinnovabile, ridurre le emissioni e trasformare i fanghi da scarto a risorsa. Ad anticiparlo Legambiente Umbria in vista della presentazione del rapporto “Comuni ricicloni”

Pubblicato il 30 Gennaio 2026 16:40 - Modificato il 2 Febbraio 2026 12:56

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Oltre 13 milioni di euro per l’impianto di Casone. Il biodigestore di Foligno sarà, infatti, oggetto di un importante ammodernamento che punterà ad incrementare l’energia rinnovabile, ridurre le emissioni e trasformare i fanghi da scarto a risorsa. Tutte azioni in linea con gli obiettivi del piano industriale Vus 2022-2031.

A farlo sapere è Legambiente Umbria che, con una nota, ha anticipato le buone pratiche della regione segnalate all’interno del rapporto “Comuni ricicloni” che verrà presentato il prossimo 13 febbraio a Perugia.

Come detto, a Foligno arriverà un investimento di più di 13 milioni di euro (13,6), di cui 8,9 milioni da risorse Pnrr. Risorse che verranno investite nella depurazione, con l’impianto di biodigestione che sarà oggetto di un importante ammodernamento con nuova linea fanghi, produzione di biometano, fotovoltaico e cogenerazione.

A Foligno le buone pratiche, però, stanno interessando anche le scuole, dove si consolida l’approccio “imparare facendo”. Negli istituti della città, infatti, la raccolta differenziata “classe per classe”, avviata nel 2019 e poi replicata in altri istituti, ha mostrato più efficacia dei soli bidoni nei corridoi. “Iniziativa in cui si inserisce anche il progetto ‘RecuperiAmo Risorse’ – spiega l’associazione ambientalista – promosso da Legambiente Foligno e Valle Umbra Servizi, che attraverso un questionario ha evidenziato una situazione disomogenea (bidoni spesso solo nei corridoi e poca raccolta in aula), ma anche una forte richiesta di strumenti e materiali per migliorare”. La scuola più virtuosa verrà premiata con un distributore di acqua.

In tutta la regione, inoltre, crescono i dati delle assunzioni nei settori green. A farlo sapere la Camera di Commercio dell’Umbria che evidenzia come nel 2024 le professioni “verdi” siano cresciute e rappresentino già quasi il 35% delle nuove assunzioni. Le più richieste, specifica l’associazione ambientalista, sono i tecnici specializzati, gli operai qualificati nella gestione eco-compatibile dei processi, gli esperti in bioedilizia, i consulenti ambientali, le figure per la gestione sostenibile delle filiere agroalimentari, i tecnologi ambientali e gli installatori ti impianti fotovoltaici. Tutti profili carenti anche in Umbria, dove il 59,3% delle assunzioni green è di difficile reperimento, un dato maggiore rispetto alla media italiana, pari al 53,8%, e dove il 29% delle assunzioni green riguarda gli under 29.

“Si tratta di un dato impressionante – spiegano da Legambiente – che rivela quanto profondamente la transizione ecologica stia lavorando e sia già penetrata nei bisogni delle imprese”. Una grande domanda di lavoratori con competenze green, rivelatrice di una transizione vivace che avrà potenzialità maggiori “se accompagnata anche da un’offerta adeguata di lavoratori debitamente preparati e disponibili”.

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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