Dopo quasi undici mesi, i locali del consultorio “Subasio” tornano pienamente in funzione. Ad annunciarlo nel corso della riunione della terza commissione consiliare di ieri pomeriggio (martedì 28 aprile) il dirigente del servizio manutenzioni dell’Usl Umbria 2, Alessandro Passetti, che ha fatto sapere come “sin da venerdì scorso siamo intervenuti per ripristinare le condizioni di fruibilità dei locali. È stata rimossa la muffa, abbiamo stuccato, verniciato e giovedì ci saranno gli ultimi interventi di ritocco, soprattutto per una delle stanze rimasta indietro con i lavori. Dal punto di vista impiantistico – ha poi aggiunto –, per quanto di nostra competenza, è stata fatta la verifica dell’impianto elettrico all’interno”. Dopo l’ultimazione delle verifiche finali, che ne decreteranno l’idoneità, gli spazi potranno tornare in funzione a pieno regime. Tuttavia per verificare che gli interventi siano stati effettivamente risolutivi, è stata sottolineata più volte in commissione, la necessità di attendere “le prossime piogge”.
Ad illustrare la cronistoria delle infiltrazioni al consultorio “Subasio” Valentino Manili, neo-dirigente comunale dell’area Lavori pubblici, ambiente e sport che ha sottolineato come le problematiche abbiano iniziato a presentarsi nel giugno del 2025. “Tre giorni dopo segnalazione specifica trasmessa dall’Usl il 3 giugno – ha spiegato –, i tecnici comunali hanno effettuato un sopralluogo, riscontrando le infiltrazioni”. Una problematica che per estensione e tipologia ha inizialmente fatto pensare agli uffici comunali competenti fosse il risultato di una mancata “manutenzione ordinaria data dall’occlusione di materiale viario. Pensavamo – ha proseguito – si trattasse di un intervento abbastanza banale ma i tecnici incaricati hanno riscontrato un danneggiamento del telo per la copertura presente sul fabbricato. Non si trattava quindi di manutenzione ordinaria, ma di un intervento di maggiore portata”.
Si sono susseguiti poi vari sopralluoghi, anche con i tecnici dell’Usl, e solleciti, come spiegato da Manili, nei confronti dell’amministratore di condominio. Nel frattempo “si è arrivati a dicembre – ha proseguito il dirigente – e i lavori non potevano essere immediatamente eseguiti a causa del freddo e dell’eccessiva umidità. Era quindi nostro interesse che i lavori venissero ultimati nell’immediata primavera successiva”. Lo scorso mese di marzo sono quindi iniziati gli interventi ma in corso d’opera “la ditta esecutrice si è accorta che nel corso degli anni c’erano stati numerosi rimaneggiamenti, non solo un ‘rattoppo’ ma qualcosa di più esteso. Stiamo quindi mantenendo i contatti con la ditta perché ci informi sull’intervento. L’amministratore di condominio – ha poi concluso Manili – si è reso disponibile a tenerci costantemente aggiornati”.
A farsi notare nell’aula del consiglio comunale però, l’assenza dell’amministratore di condominio, Italo Gernini, che ha risposto con un’email alla convocazione in commissione, letta dalla coordinatrice Tiziana Filena, in cui ha spiegato di non poter partecipare e comunicando “l’ultimazione degli interventi di manutenzione nella giornata del 24 aprile”.
“Il consultorio è stato introdotto più di 50 anni fa – ha poi detto il direttore del distretto sanitario, Pietro Stella – e ha sempre avuto il compito di accogliere i bisogni dei cittadini legati alla genitorialità, alla sessualità, alla riproduttività e non solo, attraverso una presa in carico d’équipe. L’offerta è stata poi incrementata e abbiamo ottemperato a delle necessità con degli spazi non proprio rispondenti ai bisogni”. Successivamente, a causa delle infiltrazioni alcune attività sono state dislocate in altre sedi, “speriamo comunque che i lavori siano definitivi. Nel frattempo – ha aggiunto – il direttore generale, Roberto Noto, ha deciso di diramare un avviso per ricercare un’altra sede per il consultorio che sia più adeguata e fruibile”.
Nel corso della commissione sono state sollevate alcune questioni dai commissari di opposizione presenti, rispetto alle tempistiche dell’intervento. “La soluzione – è intervenuto David Fantauzzi del Movimento 5 Stelle – è arrivata 11 mesi dopo, non possiamo quindi vedere questo risultato come un successo. Credo che se i tempi non si siano ulteriormente dilatati è stato anche grazie alla reazione di un gruppo di persone che hanno evidenziato fortemente i problemi. Altrimenti i tempi sarebbero stati ancora più lunghi”. Criticata anche la mancata risposta da parte dell’amministrazione a tre pec inviate dall’associazione Donne Arci Subasio al Comune di Foligno. “Le cittadine che hanno realizzato la raccolta firme – ha spiegato Maria Frigeri (PattoXFoligno) –, hanno inviato tre Pec al Comune di Foligno in data 16 febbraio, 28 marzo e 14 aprile chiedendo di essere ascoltate in merito alla mobilitazione portata avanti per un servizio caro ai cittadini, senza però ricevere mai risposta”.
Punto rispetto al quale si sono espressi in modo critico anche alcuni rappresentanti della maggioranza, tra cui Angelo Riccioni e Leonardo Pacini (Fratelli d’Italia). “Se arrivano tre Pec all’amministrazione – è intervenuto – non rispondere è una grave negligenza. Se arriva una Pec si risponde – ha incalzato – perché le persone che si rivolgono al consultorio pagano le tasse e hanno il diritto di non avere delle stanze con la muffa”.



















