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Bomba Fils, Mismetti: “I dipendenti non rischiano”. Ma in commissione volano gli stracci

Pubblicato il 24 Giugno 2016 16:37 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:00

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“La nostra priorità è la salvaguardia dei posti di lavoro, ma la liquidazione è la strada obbligatoria”. Sono le parole del sindaco di Foligno Nando Mismetti che in vista dell’incontro in prima commissione con sindacati e dipendenti Fils, nella mattinata di venerdì ha voluto cercare di rassicurare tutti. “Entro ottobre – dice Mismetti – verrà fatto un nuovo Piano industriale che ci permetterà di ricapitalizzare e ritirare la liquidazione. Strada questa, che attualmente per noi è solamente una soluzione-ponte”. Per il primo cittadino comunque: “La società continuerà a svolgere le sue mansioni e non ci saranno ricadute per servizi e dipendenti”. Ma se il nuovo Piano industriale non dovesse funzionare? “Con le nuove norme – conclude Mismetti – è possibile fare passaggi tra società partecipate”. COMMISSIONE INFUOCATA – Le parole del sindaco sono state seguite da un acceso dibattito in prima commissione consiliare, convocata per ascoltare le istanze di sindacati e lavoratori Fils. Convocazione che è arrivata a giochi fatti, visto che già nella riunione degli scorsi giorni i commissari avevano approvato la liquidazione della partecipata. L’ultima parola spetterà comunque al consiglio comunale di lunedì mattina. Tornando alla riunione della prima commissione, in apertura i sindacalisti intervenuti hanno ricordato come le loro grida d’allarme siano rimaste a lungo inascoltate, ma che comunque la società “ha tutte le credenziali per andare avanti e tirarsi fuori da questa situazione”. Lungo l’intervento di uno dei dipendenti, Gabriele Silvestri: “I servizi già sono fermi. Chiediamo al consiglio comunale di garantire i livelli occupazionali, insieme alla qualità e ai servizi – spiega –. In caso di liquidazione, se le banche non ci daranno più credito, vogliamo che il Comune ci paghi le fatture entro 10 giorni così da poter ricevere lo stipendio”. Dura Elisabetta Piccolotti di Sinistra italiana: “Negli anni le proposte alternative sono rimaste inascoltate – afferma –. L’assessore Sigismondi ha questa delega dal 2009, non credo che sia proprio lui a poterci dare delle garanzie sul futuro se i frutti della sua gestione sono quelli che vediamo ora”. La consigliera di opposizione ha inoltre spiegato di aver depositato un emendamento da votare in consiglio comunale, dove chiede la tutela della continuità aziendale e del personale. Legnate sono arrivate anche da parte di Elio Graziosi del Gruppo misto: “Chiedo le dimissioni dell’assessore e dell’amministratore di Fils. Nessuno sino a pochi giorni fa ci aveva parlato di liquidazione”. Realista invece Stefania Filipponi di Impegno civile, che ha ricordato come oramai la prima commissione si sia già espressa. Per la Filipponi inoltre, “quella di Fils è una fine annunciata”. Per la maggioranza intervento della capogruppo Pd, Seriana Mariani: “La situazione non è piacevole nemmeno per noi – sottolinea – ma abbiamo ricevuto delle rassicurazioni dal sindaco”. In mezzo agli interventi tanti mugugni da parte dei dipendenti, che in più di un’occasione hanno voluto far sentire la loro voce: “Se tutto deve finire – c’è chi ha affermato dalle retrovie con le lacrime agli occhi – che non sia lenta agonia. Fateci morire subito”. Nella riunione in molti hanno evidenziato anche l’assenza dell’assessore Elia Sigismondi e del dirigente Sandro Rossignoli.

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