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Svincolo di Scopoli, la risposta della Regione non convince: “Sembra di sognare”

Pubblicato il 28 Febbraio 2017 14:24 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:59

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Lo svincolo di Scopoli e la sua possibile realizzazione finiscono nuovamente in consiglio regionale. Il dibattito a palazzo Cesaroni si riaccende all’indomani dell’interrogazione dell’onorevole umbro Pietro Laffranco. In Parlamento era arrivata una vera e propria doccia gelata, vista la risposta negativa del sottosegretario Umberto Del basso De Caro. Per il Governo infatti, lo svincolo sarebbe uscito dalle opere prioritarie da realizzare. Martedì mattina la giunta regionale ha risposto all’interrogazione di Raffaele Nevi (FI), che aveva chiesto quali iniziative volesse mettere in atto la Regione dopo la risposta negativa del sottosegretario. Nevi ha ricordato che “l’assemblea legislativa dell’Umbria, il 3 novembre 2015, ha approvato una mozione che impegnava la presidente della Regione ad adottare ogni iniziativa finalizzata a scongiurare la mancata realizzazione dello svincolo di Scopoli sulla Ss77, interessando del problema anche il Ministro e a riferire all’assemblea legislativa sugli esiti degli incontri per gli atti conseguenti a tutela, anche nominativa, delle opportunità di un’area fondamentale dell’Umbria. La giunta regionale non hai mai riferito sulla vicenda – ha specificato Nevi – contravvenendo un impegno formale espressamente chiesto, senza nessun voto contrario, dell’intera assemblea legislativa”. Al consigliere di opposizione hanno risposto sia l’assessore Chianella che la presidente Marini: “La giunta è favorevole alla realizzazione dello svincolo di Scopoli – hanno spiegato in aula – e ha formalizzato diverse richieste al governo. Inoltre, nei programmi per la ricostruzione saranno individuate infrastrutture strategiche in caso di calamità, e questo fatto nuovo può dar luogo a una riapertura, dopo il blocco dovuto alle considerazioni sull’impatto ambientale dell’opera. L’ultima lettera inviata al Ministero per sollecitare la riapertura dello svincolo è del 21 febbraio scorso e attendiamo risposta – hanno detto Marini e Chianella -. Fino a che resta il vincolo ambientale rimane impossibile proseguire i lavori, ma abbiamo puntato sul fatto che essendoci già una 4 corsie diviene anomalo parlare di vincoli ambientali, mentre è innegabile che lo svincolo agevolerebbe, in caso di calamità, il passaggio anche di mezzi e pesanti e di soccorso, quindi – hanno concluso – abbiamo riconfermato a Ministero per le infrastrutture e Anas la funzione strategica dell’opera e ci auguriamo che il tema sia riesaminato dall’attuale direttore generale del Ministero”. Nevi ha poi replicato: “Mi sembra di sognare, è lo stesso dibattito che facemmo a novembre 2015 per evitare la distrazione di risorse su altri interventi, cosa puntualmente verificatasi. Anche allora – ha specificato il consigliere regionale – dicemmo di fare in modo che il Mibact togliesse il vincolo ed entro un anno sarebbe dovuta ripartire la realizzazione dell’opera. É tempo di operare, non dovete scomodare il Papa ma semplicemente parlare con il ministro Franceschini che è del vostro partito”.

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