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Montefalco ottiene la certificazione “Spighe Verdi”: è il quinto anno di fila

Pubblicato il 28 Luglio 2020 16:30 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:30

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Il Comune di Montefalco ottiene per il quinto anno consecutivo la certificazione “Spighe Verdi”, il riconoscimento promosso da Confagricoltura e Fee Italia assegnato ai comuni rurali che attivano processi virtuosi con particolare riguardo alle tematiche ambientali che si basa sul programma di “Bandiere Blu”.

Le Spighe Verdi 2020 sono state annunciate martedì mattina da FEE Italia – Foundation for Environmental Education – e Confagricoltura nel corso di una video conferenza con la partecipazione del vicesindaco con delega all’agricoltura ed eventi Daniela Settimi.

In totale sono 46 le località rurali che quest’anno potranno fregiarsi del riconoscimento “Spighe Verdi” riservato ai Comuni rurali virtuosi e sostenibili.

In Umbria, oltre a Montefalco, la certificazione Spighe Verdi è stata assegnata anche alla new entry Todi.

La certificazione Spighe Verdi è un programma FEE, pensato per guidare i Comuni rurali, passo dopo passo, a scegliere strategie di gestione del territorio in un percorso virtuoso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità. Per portare i Comuni rurali alla graduale adozione dello schema “Spighe Verdi”, FEE Italia ha condiviso con Confagricoltura un set di indicatori in grado di fotografare le politiche di gestione del territorio e indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità.

Alcuni indicatori presi in considerazione sono stati: la partecipazione pubblica; l’educazione allo sviluppo sostenibile; il corretto uso del suolo; la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura; la qualità dell’offerta turistica; l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio; la cura dell’arredo urbano; l’accessibilità per tutti senza limitazioni. Questi sono solo alcuni degli indicatori che guidano il programma e che saranno suscettibili di variazioni, in un’ottica di miglioramento continuo e di massimo coinvolgimento dei Comuni italiani.

Spighe Verdi” si basa sull’esperienza trentennale di FEE, presente in 76 Paesi, nella gestione del programma internazionale “Bandiera Blu”, un eco-label volontario.

E’ un efficace strumento di valorizzazione del patrimonio rurale, ricco di risorse naturali e culturali, anche in un’ottica di occupazione. Affinché il programma raggiunga il massimo del risultato, sono necessari due elementi essenziali: la volontà delle amministrazioni comunali di iniziare un percorso di miglioramento e la partecipazione della comunità e delle imprese, in particolar modo quelle agricole, alla sua realizzazione.

Le Spighe Verdi 2020 (4 in più rispetto all’anno scorso, 8 new entry e 4 comuni che perdono il titolo) sono state assegnate in 13 regioni. Le due regioni con il maggior numero di riconoscimenti sono Marche e Toscana, con 6 località. Per le Marche: Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana; per la Toscana: Castellina in Chianti, Massa Marittima, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Fiesole e Bibbona.

Con 5 località seguono la Campania (Agropoli, Ascea, Massa Lubrense, Positano, Pisciotta), il Lazio (Canale Monterano, Gaeta, Pontinia, Rivodutri, Roccagorga), il Piemonte (Monforte d’Alba, Pralormo, Santo Stefano Belbo, Canelli e Volpedo), la Puglia (Andria, Bisceglie, Castellaneta, Carovigno, Ostuni).

Vantano tre località l’Abruzzo (Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto), la Calabria (Santa Maria del Cedro, Sellia, Trebisacce) e il Veneto (Caorle, Montagnana, Porto Tolle), mentre per l’Umbria ricevono il riconoscimento Montefalco e Todi. Vi è un Comune rurale Spiga Verde in Liguria (Lavagna), in Lombardia (Sant’Alessio con Vialone) e in Sicilia (Ragusa).

Le 8 new entry di Spighe Verdi 2020 sono: Bisceglie (Puglia), Monforte d’Alba (Piemonte), Rivodutri (Lazio), Roccagorga (Lazio), Santa Maria del Cedro (Calabria), Sant’Alessio con Vialone (Lombardia), Sellia (Calabria) e Todi (Umbria).

Non sono invece più Spighe Verdi Alba (Piemonte), Anguillara Sabazia (Lazio), Cavareno (Trentino Alto Adige) e Vicoforte (Piemonte).

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