20.7 C
Foligno
venerdì, Maggio 29, 2026
HomeEconomiaUmbria: in 5 anni tasse ai comuni aumentate del 62%, reddito giù...

Umbria: in 5 anni tasse ai comuni aumentate del 62%, reddito giù del 5%

Pubblicato il 30 Luglio 2014 14:41 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:53

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Falchi, il Foligno presenta il nuovo allenatore

A prendere in mano l'eredità lasciata da Alessandro Manni sarà Marco Di Loreto, ex allenatore della Ternana Under 17 . La conferenza di rito è prevista per le 11.30 al "Blasone"

Domani la Giostra dell’Ottantennale: ecco i dieci binomi in campo

Sabato 30 maggio alle 20.30, dopo il Corteo delle rappresentanze rionali, sarà il momento della sfida nell'otto di gara. Al Campo de li Giochi cavalieri e destrieri si sfideranno per stabilire chi di loro sarà il più bravo tra i bravi

Aggredito e rapinato in pieno giorno in via Gramsci: arrestati quattro giovanissimi

Vittima un loro coetaneo, colpito con calci e pugni per impossessarsi della collanina d’oro che aveva al collo. Il gruppetto lo ha minacciato di morte anche davanti ai poliziotti allertati da un passante

È allarme tasse in Umbria, a lanciarlo è la Confcommercio. Secondo quanto emerge dallo studio che analizza l’andamento delle entrate tributarie dei Comuni e della pressione fiscale, dal 2007 al 2012 sono aumentate del 62% le tasse pagate ai Comuni, e gli umbri sono sempre più poveri, con un reddito medio che è diminuito del 4,8%. Secondo quando emerge dallo studio, nel 2012 in Umbria, a fronte di un reddito di 23.773 euro, ogni umbro ha versato in media alle casse del proprio Comune circa 608 euro annui, con una pressione fiscale (intesa come rapporto tra entrate tributarie e Pil) pari al 2,6%. La tendenza italiana riguardo alla pressione fiscale, secondo i “freschi” numeri dell’Ufficio Studi della Confcommercio nazionale, è quasi paradossale, e l’Umbria ne è la conferma. “Il dato che colpisce maggiormente – scrive la Confcommercio – è tuttavia il confronto con l’anno 2007: a fronte di un reddito di 24.976 euro, quindi più alto di ben 1.203 euro rispetto al 2012, i cittadini umbri versavano ai Comuni mediamente 375,7 euro, con una pressione fiscale dell’1,5%”. “Stiamo sostenendo da anni che il peso della tassazione in genere e di quella locale nello specifico – commenta Aldo Amoni, presidente Confcommercio dell’Umbria – è il vero snodo per la ripresa della nostra economia e per dare fiato a famiglie e imprese. Siamo consapevoli delle difficoltà dei Comuni a far quadrare i bilanci – prosegue Amoni – ma aumentare progressivamente le tasse, come è stato fatto, è una spirale perversa, che uccide economia e consumi. Che uccide le imprese. Ora abbiamo di fronte altre stangate con Tari e Tasi. Abbassare le tasse è possibile, e dove diminuisce l’imposizione fiscale cresce il Pil”. Se i più ricchi, insomma, riducono i tributi, chi si impoverisce li aumenta; e l’arretramento nella ricchezza corrisponde all’esplosione esponenziale delle tasse. Come se non bastasse: chi è più povero paga di più i servizi.

Articoli correlati