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Umbria: in 5 anni tasse ai comuni aumentate del 62%, reddito giù del 5%

Pubblicato il 30 Luglio 2014 14:41 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:53

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È allarme tasse in Umbria, a lanciarlo è la Confcommercio. Secondo quanto emerge dallo studio che analizza l’andamento delle entrate tributarie dei Comuni e della pressione fiscale, dal 2007 al 2012 sono aumentate del 62% le tasse pagate ai Comuni, e gli umbri sono sempre più poveri, con un reddito medio che è diminuito del 4,8%. Secondo quando emerge dallo studio, nel 2012 in Umbria, a fronte di un reddito di 23.773 euro, ogni umbro ha versato in media alle casse del proprio Comune circa 608 euro annui, con una pressione fiscale (intesa come rapporto tra entrate tributarie e Pil) pari al 2,6%. La tendenza italiana riguardo alla pressione fiscale, secondo i “freschi” numeri dell’Ufficio Studi della Confcommercio nazionale, è quasi paradossale, e l’Umbria ne è la conferma. “Il dato che colpisce maggiormente – scrive la Confcommercio – è tuttavia il confronto con l’anno 2007: a fronte di un reddito di 24.976 euro, quindi più alto di ben 1.203 euro rispetto al 2012, i cittadini umbri versavano ai Comuni mediamente 375,7 euro, con una pressione fiscale dell’1,5%”. “Stiamo sostenendo da anni che il peso della tassazione in genere e di quella locale nello specifico – commenta Aldo Amoni, presidente Confcommercio dell’Umbria – è il vero snodo per la ripresa della nostra economia e per dare fiato a famiglie e imprese. Siamo consapevoli delle difficoltà dei Comuni a far quadrare i bilanci – prosegue Amoni – ma aumentare progressivamente le tasse, come è stato fatto, è una spirale perversa, che uccide economia e consumi. Che uccide le imprese. Ora abbiamo di fronte altre stangate con Tari e Tasi. Abbassare le tasse è possibile, e dove diminuisce l’imposizione fiscale cresce il Pil”. Se i più ricchi, insomma, riducono i tributi, chi si impoverisce li aumenta; e l’arretramento nella ricchezza corrisponde all’esplosione esponenziale delle tasse. Come se non bastasse: chi è più povero paga di più i servizi.

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