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Apicoltura, in Umbria volume d’affari da oltre 2 milioni di euro: “Il Psr premi il settore”

Pubblicato il 12 Novembre 2018 15:12 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:29

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Riconoscere all’apicoltura un valore che vada al di là del reddito che questo settore riesce a ricavare per se stesso. E’ quanto chiedono gli apicoltori umbri, da anni in prima linea per difendere e valorizzare un’insetto tanto piccolo quanto prezioso per l’intero ecosistema mondiale. E’ oramai nota la ricaduta che le api riescono a donare all’agricoltura, garantendo migliori performance a tutte le colture agricole entomofile attraverso l’impollinazione. La richiesta parte da Foligno, da oltre dieci anni capitale umbra del miele. Non solo perché in città viene ospitata la sede dell’Apau (Associazione produttori apistici umbri), ma anche per i progetti di cooperazione internazionale portati avanti nel tempo. Un settore, quello delle api, che in Umbria gode di buona salute. “Abbiamo all’incirca 35mila alveari, un buon patrimonio per una regione piccola come la nostra – spiega Vincenzo Panettieri, presidente di Apau -. La nostra Plv (Produzione lorda vendibile ndr) si aggira intorno ai due milioni di euro, ma negli anni buoni può arrivare anche a 3,5 milioni di euro”. La centralità del ruolo delle api in agricoltura e del miele come prodotto verrà ribadita nel prossimo fine settimana, quando tornerà il consolidato appuntamento di Mielinumbria, giunto alla sua 21esima edizione. Oltre alla mostra mercato del miele, alla quale si aggiungerà quella dell’olio e dei prodotti d’autunno, sono in programma un convegno ed un seminario. “Apicoltura e tutela della biodiversità”, questo il nome del convegno di sabato 17 novembre alla sala Fittaioli (ore 9.30), al quale parteciperanno anche alcuni rappresentanti della Regione Calabria e dei produttori calabresi. Proprio la Calabria in questo ultimo anno è stata la felice protagonista di una svolta importante in merito agli interventi dedicati all’apicoltura. La Regione ha ottenuto per il settore locale 6 milioni di euro sul Psr, ovvero un premio all’impollinazione per alveari spostati in zone a rischio di biodiversità. E’ la prima volta in assoluto che un Psr finanzia direttamente l’apicoltura. “Speriamo che anche il Psr dell’Umbria – sottolinea Vincenzo Panettieri – possa rivolgere lo sguardo all’apicoltura, riconoscendone l’importanza agroambientale”. Nel pomeriggio di sabato spazio al seminario dedicato al progetto “Bee the change”, che riguarda il miglioramento della filiera apistica in Palestina. Un’iniziativa che vede l’Umbria in prima fila da anni grazie anche all’impegno di Felcos. L’intento del progetto è quello dello scambio delle buone pratiche, mirando all’accrescimento dell’imprenditorialità dei piccoli produttori palestinesi, soprattutto giovani e donne.

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