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Zuccarini al contrattacco su Coworking: “Nessuno ‘sfratto’ improvviso. Contratto scaduto a marzo”

Il sindaco di Foligno torna sulla vicenda degli spazi di piazzetta del Reclusorio, parlando di una vicenda che si trascina da “ben oltre un anno” e imputando ai gestori “una posizione debitoria nei confronti del Comune di oltre 3.800 euro”

Pubblicato il 16 Gennaio 2025 18:38 - Modificato il 17 Gennaio 2025 17:30

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Non si placa a Foligno il dibattito sul futuro di Zut e Coworking. A tornare sulla questione è, di nuovo, il sindaco Stefano Zuccarini che, questa volta, entra nel merito solo della gestione degli spazi di piazzetta del Reclusorio, apostrofando la vicenda come “lunga e complessa” e rispedendo al mittente – “certa sinistra” dichiara – le accuse di “improbabili ‘sfratti’ improvvisi o fantomatici sgomberi immediati”. Ripercorrendo la vicenda, il primo cittadino spiega come le chiavi dei locali dovessero essere riconsegnate al Comune il 4 marzo scorso “come stabilito ben cinque anni prima – dice – dal contratto sottoscritto il 4 marzo 2019 con la precedente amministrazione Mismetti”.

Per Zuccarini, dunque, “nessun ‘fulmine a ciel sereno’ ma un impegno preso nero su bianco dagli stessi gestori”. Il sindaco cita alcuni atti, in base ai quali proprio il 4 marzo dello scorso anno i competenti uffici avrebbero effettuato un sopralluogo per “riprendere in consegna gli spazi, ma con verbale sottoscritto dallo stesso gestore del Cowoking – prosegue -, veniva riconosciuta ed accettata la proroga di un mese per la consegna delle chiavi”. Scaduti i 30 giorni però, secondo quanto dichiarato da Zuccarini, il gestore non si sarebbe presentato “e preso atto che i gestori avrebbero dovuto restituire i locali liberi da ogni assoggettamento ed entro un tempo congruo che potesse consentire a tutti gli utenti di organizzare il trasloco delle proprie attività – aggiunge – è stata concessa una ulteriore proroga, questa volta sino al 31 dicembre 2024”. Il 10 gennaio scorso la diffida “come da norma” sottolinea, “che concede altri 30 giorni, arrivando di fatto al 10 febbraio”. Solo in caso di inadempienza di quest’ultima scadenza, spiega il primo cittadino, verrà emessa l’ordinanza di sgombero, che prevedrebbe altri 30 giorni a disposizione dei gestori.

Tra “richieste, solleciti e ripetute proroghe”, aggiunge,  “la vicenda finerebbe per trascinarsi ben oltre un anno dalla scandenza naturale”. Da qui, l’attacco alla sinistra “che – ribadisce Zuccarini – parla di sgomberi improvvisi e ultimatum imprevisti o non sa, o finge di non sapere”. Per il sindaco folignate, inoltre, risulterebbe “una posizione debitoria nei confronti del Comune di oltre 3.800 euro da parte della società che ha in gestione i locali”.

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