10.6 C
Foligno
giovedì, Marzo 12, 2026
HomeIn EvidenzaRinnovabili, il consiglio comunale fa muro contro la legge regionale sulle aree...

Rinnovabili, il consiglio comunale fa muro contro la legge regionale sulle aree idonee

Bocciata la mozione presentata da David Fantauzzi del Movimento 5 Stella: 14 i voti contrari e sei i favorevoli. La proposta impegnava il sindaco a sollecitare il governo a un nuovo intervento normativo

Pubblicato il 12 Marzo 2026 20:12 - Modificato il 12 Marzo 2026 20:13

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Un murale di fiori e colori per dire “no” alla violenza di genere

L’opera d’arte, frutto del lavoro delle studentesse e degli studenti di tutti gli istituti secondari della città, è stata inaugurata questa mattina. Il messaggio dei ragazzi: “Vogliamo cambiare il mondo in cui viviamo e far sentire la nostra voce”

Dalla guerra al podio dell’Autodromo: Moreno Bastioli compie 100 anni

Il folignate ha ricevuto la visita del sindaco Zuccarini per la consegna della consueta pergamena dedicata ai centenari. Appassionato di motori, è membro dell’Associazione nazionale autieri d’Italia

Ospedale di Foligno, l’Epatologia si potenzia con un ecografo di ultima generazione

Donato dalla Fondazione Carifol, consentirà diagnosi di alto livello e la misurazione di patologie come la fibrosi e la statosi epatica, ma supporterà anche i follow up dei pazienti oncologici. Sassi: “Un investimento sulla salute dei cittadini”

Il consiglio comunale boccia la mozione del Movimento Cinque Stelle sulle aree idonee. Nel corso della seduta del 12 marzo, la massima assise cittadina ha discusso quanto proposto dal rappresentante pentastellato, David Fantauzzi, e la maggioranza si è completamente opposta alla questione.

Con lo sfondo di un conflitto tra una legge di competenza nazionale e una approvata a livello regionale, nella sala consiliare è andata in scena quella che è stata a tutti gli effetti una battaglia politico-ideologica: in campo il centrodestra a favore delle ragioni del governo di Roma contro parte dell’opposizione che, invece, ha difeso quelle della giunta di palazzo Donini.

I Cinque stelle avevano presentato una mozione per chiedere al sindaco Zuccarini di assumere una posizione contraria alla legge nazionale, alla luce dell’impugnativa da parte del governo che nel frattempo ha varato la propria legge in merito, scrivendo al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per chiedere a Roma una revisione normativa che permetta alle Regioni di tutelare i propri paesaggi e i propri ambienti.

Nel dettaglio, il testo della mozione aveva l’obiettivo di chiedere a Roma un nuovo intervento normativo su scala nazionale per ripristinare la possibilità per le Regioni di individuare aree idonee all’installazione di piccoli impianti, di salvaguardare la legge umbra sulle comunità energetiche rinnovabili (Cer), rafforzare i controlli sui progetti energetici e proteggere le praterie sommitali e i crinali dell’Appennino.

Una proposta che, però, non è piaciuta alla maggioranza, che a gran voce ha rigettato la proposta, bocciata, infatti, con 14 voti contrari e solo sei favorevoli. Tra i banchi del centrodestra, infatti, la prima a motivare la propria posizione avversa è stata Valentina Gualdoni (Fratelli d’Italia), la quale ha spiegato come “la legislazione nazionale ha un preciso significato”. “La legge del governo – ha detto – stabilisce criteri oggettive e non introduce liberalizzazioni indiscriminate. La legge regionale individua, invece, aree idonee per impianti da 1 megawatt con pale fino a 100 metri, lasciando la valutazione alla giunta regionale e senza coinvolgere gli organi statali preposti alla tutela del paesaggio”.

“Lo Stato non chiede di costruire ovunque, mentre la legge regionale crea confusione e lascia il territorio in balia di incertezze. Non è un caso che si stia valutando l’illegittimità della legge”. 

“Mi lascia stupita – ha concluso – che tale mozione sia difesa solo da Fantauzzi e che il resto dell’opposizione lo abbia lasciato da solo, sebbene anche loro facciano parte dello stesso governo che ha proposto la legge”.

Il timore che ha mosso i rappresentanti della maggioranza ad esprimersi contro la proposta del Movimento Cinque Stelle – come espresso dal consigliere di Fratelli d’Italia – è quello che la legge regionale, rispetto a quella nazionale, tradisca, nei fatti, i propositi con cui è stata realizzata, concedendo la possibilità di edificare sul territorio regionale installazioni che possano deturpare il paesaggio.

Parole, quelle di Gualdoni, a cui si è unito il commento del sindaco Stefano Zuccarini, che ha manifestato la sua posizione ampiamente contraria alla mozione di Fantauzzi e ha concluso il suo intervento asserendo: “Non scriverò una riga al ministro Pichetto Fratin, se non per ringraziarlo di di aver salvato Foligno e l’Umbria dal rischio di venire devastate dalle conseguenze della legge regionale”.

In risposta alle critiche della maggioranza, David Fantauzzi, promotore della mozione, ha risposto che “come testimoniato da un ricorso fatto da un’azienda impegnata nella costruzione di impianti rinnovabili alla Corte costituzionale – ha spiegato –, più del 99 per cento del territorio risulta non idoneo alla costruzione di grandi impianti. Il ragionamento secondo cui il fatto che il Mase si sia opposto alla legge corrisponde alla salvezza della nostra regione è fallace”.

Le ragioni del Movimento Cinque Stelle, dal canto loro, si basano sull’idea secondo cui la normativa nazionale non garantisca la possibilità di tutelare concretamente il territorio come si promette di fare la legge regionale, lasciando, così, spazio alle aziende per costruire anche dove la sopravvivenza dell’ambiente e del paesaggio risulta a rischio.

Articoli correlati