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Nidi e mense scolastiche, proclamato lo sciopero

Per Rsu e sindacati il tempo delle parole è finito: il personale appartenente ai servizi educativi e scolastici del Comune di Foligno incrocerà le braccia il 31 marzo prossimo. "Occorrono atti concreti"

Pubblicato il 20 Marzo 2026 14:18 - Modificato il 12 Agosto 2026 09:41

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“È una presa di responsabilità di fronte a una situazione che continua a incidere sul funzionamento quotidiano dei nidi, sulla qualità del servizio reso alle famiglie e sulle condizioni di lavoro del personale”. Con queste parole la rappresentanza sindacale unita e le sigle sindacali hanno annunciato lo sciopero del personale appartenente ai servizi educativi e scolastici dell’Ente per l’intera giornata del 31 marzo.

La decisione da parte di Rsu, Uil Fpl, Fp Cgil, Cisl Fp e Usb pone fine al tempo delle parole e apre la strada a quello dei fatti, sostanzialmente l’unico piano di dialogo su cui i sindacati ora sono disposti a confrontarsi.

“Lo sciopero non è un atto simbolico – fanno sapere in un comunicato congiunto le sigle –, né una scelta presa a cuor leggero. È una presa di responsabilità di fronte a una situazione che continua a incidere sul funzionamento quotidiano dei nidi, sulla qualità del servizio reso alle famiglie e sulle condizioni di lavoro del personale”.

Il messaggio fondamentale per i sindacati è quello relativo all’insufficienza dei buoni propositi. Per loro, infatti, “occorrono atti concreti, tempi certi e un percorso verificabile, a partire da una programmazione dei fabbisogni che confermi gli investimenti nei nidi senza precarizzare il lavoro e garantendo organici adeguati”.

Scelta, che è arrivata dopo la sequela di eventi innescatasi con l’avvio dello stato di agitazione dei dipendenti del 16 gennaio scorso, che lamentavano precariato, mancata copertura tempestiva dei posti vacanti e la conseguente pressione organizzativa che si scarica sulle lavoratrici e sul servizio.

Tra le tappe determinanti per la realizzazione di quanto comunicato dalle sigle, l’esito negativo del tentativo di conciliazione conclusosi a fine febbraio in Prefettura e, soprattutto,  l’incontro tra forze sociali e amministrazione comunale dell’11 marzo che, secondo i sindacati, non avrebbe prodotto “risposte operative e verificabili, né impegni concreti su tempi di soluzione”. Proprio questa mancata coerenza tra azioni e intento ha innescato l’indizione dello sciopero.

“È necessario – concludono – chiarire in modo trasparente e documentato quali scelte l’amministrazione intenda assumere sul futuro assetto dei nidi comunali, evitando percorsi che possano tradursi in un depotenziamento dell’offerta educativa o in un arretramento della qualità del servizio pubblico”.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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