Dopo la bocciatura di ieri pomeriggio in consiglio comunale della mozione presentata dall’opposizione, per impegnare il sindaco e la giunta a tutela dei nidi a gestione pubblica, e il lungo dibattito che ha seguito la presentazione dell’istanza, nella questa mattina (mercoledì 27 maggio) i membri della terza commissione consiliare si sono riuniti per discutere della situazione dei servizi educativi comunali 0-3 anni.
La mozione – lo ricordiamo – è arrivata dopo varie situazioni critiche emerse negli ultimi tempi, come difficoltà legate alle sostituzioni del personale e alle relative stabilizzazioni che avevano portato le educatrici e i sindacati a dichiarare, prima lo stato d’agitazione lo scorso 16 gennaio, poi lo sciopero del 31 marzo. Iniziative a seguito delle quali il Comune aveva annunciato l’avvio di una sperimentazione per il prossimo anno scolastico, che vedrà una riduzione oraria del servizio per i bambini da 0 a 12 mesi, che potranno fermarsi al nido fino alle 13.30.
Presente alla riunione di oggi (27 maggio), anche l’assessore alla Scuola del Comune di Foligno, Elisabetta Ugolinelli, la responsabile dei Servizi alta formazione dell’Ente, Monia Roscini e Marisa Porrari, responsabile dei Servizi scolastici del Comune. L’assessore ha illustrato la capacità del servizio per l’infanzia attualmente offerto dal Comune, ribadendo come non sia intenzione dell’amministrazione ridurne il ruolo produttivo. “Il servizio – è intervenuta – resta pubblico nella sua funzione e nella sua programmazione”. I nidi comunali risultano attualmente composti da “5 strutture funzionanti. Di queste, tre accolgono 30 bambini ciascuna e 15 educatrici di riferimento, mentre le altre due accolgono 38 bambini ciascuna, con 13 educatrici di riferimento”.
Ugolinelli ha sottolineato inoltre la presenza di vincoli normativi, anche a livello finanziario “che non dipendono dalle scelte dell’amministrazione”, come sottolineato ieri pomeriggio anche dalla consigliera di Fratelli d’Italia, Valentina Gualdoni. “La normativa vigente impone agli enti locali – è intervenuta l’assessore –di mantenere il rapporto fra spesa del personale e le entrate correnti entro limiti ben precisi, fissati a livello ministeriale”. Il rapporto per il Comune di Foligno è pari al 27%, per cui “anche avendo le risorse non potremmo assumere”.
L’assessore alla Scuola ha poi spiegato come la scelta di istituire un tetto massimo di bambini che potranno usufruire del tempo lungo, è stata dettata da un’analisi dei numeri dell’anno precedente. “Abbiamo visto – ha spiegato – che i bambini da 3 a 12 mesi che si fermavano fino alle 15 erano pochissimi. Manterremo il diritto per tutti coloro che sono attualmente iscritti, e che quindi già frequentano il primo anno, mentre al limite orario verranno sottoposti i nuovi iscritti”.
Come già annunciato in precedenza, il Comune, inoltre, facendo riferimento alle graduatorie delle educatrici di Spoleto, sta lavorando per assumere tre dipendenti per raggiungere il tetto di 28 educatrici in modo da soddisfare i numeri del servizio. “Di queste, due hanno dato la disponibilità e questa mattina hanno avuto la visita medica – ha informato Ugolinelli – quindi a breve sapremo se sono idonee. Presto potranno andare a colmare i vuoti lasciati dalle educatrici che, per vari motivi, attualmente risultano mancanti, per maternità, malattia o altre motivazioni”.
Come in occasione del consiglio comunale di ieri pomeriggio, tra i commissari presenti nella sala di palazzo Orfini Podestà si è originato un ampio dibattito tra esponenti di maggioranza e di opposizione. Tra i primi ad intervenire Mauro Malaridotto (Lega), che ha sollevato il problema delle insegnanti in maternità e in malattia che, a differenza del settore privato, restano in carico al Comune e non transitano per l’Inps, “gravando sulla spesa del personale e andando a confluire nella percentuale del rapporto tra spesa del personale e entrate correnti”.
Angelo Riccioni (Fratelli d’Italia) è intervenuto ammettendo di trovarsi a “disagio di fronte a una normativa che ci blocca e va rispettata, mentre dall’altra parte ci sono i disagi delle famiglie. Dobbiamo lavorare per i bambini e la serenità dei genitori”.
“Penso che difendere il servizio – ha poi sottolineato Mario Bravi (Pd) – avrebbe dovuto significare mettere in atto una politica organizzativa delle risorse che lo sostenesse mentre c’è oggettivamente una riduzione”. Il consigliere dem ha poi fatto riferimento al Comune di Città di Castello dove il servizio dei nidi verrà amplificato. Tema, quest’ultimo su cui è arrivata una risposta da parte dell’assessore e dalla responsabile del servizio Monia Roscini che hanno sottolineato come in quel Comune “il servizio sia stato esternalizzato”. Bravi ha poi replicato sottolineando la volontà dell’amministrazione di Città di Castello di superare l’esternalizzazione e di estendere il servizio fino alle 18.
Il consigliere Mauro Masciotti (Foligno Domani) ha invece proposto una terza via, invocando sinergie tra ente pubblico, terzo settore e realtà aziendali e ribadendo che, se necessario, l’esternalizzazione può rappresentare una soluzione, “purché si vada incontro alle famiglie”.
Marco De Felicis (Lega) è poi intervenuto ribadendo come “se c’è una cosa che sta a cuore al centrodestra è la natalità. Da parte dell’amministrazione c’è stata la volontà di portare avanti il servizio in tutti i modi, anche alla luce delle note difficoltà assunzionali”.
“Su un tema così importante dobbiamo lavorare tutti insieme – ha dichiarato Leonardo Pacini (Fratelli d’Italia) –, deve esserci un intervento bipartisan”. Pacini ha poi chiesto ai tecnici del Comune di elaborare proposte alternative concrete, inclusa la possibilità di esternalizzare solo una parte del servizio o una fascia oraria specifica, mantenendo la gestione pubblica come riferimento.
A prendere la parola anche il consigliere pentastellato David Fantauzzi che ha ricordato come le normative “siano le stesse per tutti Comuni d’Italia. L’assessore Ugolinelli ha ricordato come la percentuale cui deve fare riferimento il Comune di Foligno è determinata anche dal rapporto delle entrate del bilancio. Vorrei ricordare – ha aggiunto – che nel giro di due anni la parte corrente del bilancio comunale è stata aumentata in modo importante. Un’amministrazione deve realizzare le linee di mandato e il documento unico di programmazione per i tre anni successivi”.
Gian Luigi Aquilini (Fratelli d’Italia) ha poi definito “strumentale e becera” la polemica alimentata sulla stampa dall’opposizione, chiedendo agli esponenti di minoranza proposte concrete.
La palla è poi passata di nuovo all’opposizione con l’esponente del Pd, Giorgio Gammarota. “Qui si vuole diminuire, non si vuole potenziare un servizio utile alla crescita fondamentale dei bambini e il sostegno delle famiglie. Queste – ha aggiunto – sono scelte ben precise che finiscono nella stesura del bilancio di previsione dove le risorse vengono allocate per supportare in maniera adeguata le politiche sociali, oppure stanziate per sostenere altre attività”.
“Questi sono problemi fondamentali per la nostra società – ha poi detto la capogruppo dei dem, Rita Barbetti –. La collaborazione doveva essere cercata prima, non ora che i problemi non sono più risolvibili”.
La presidente della commissione, Tiziana Filena (Fratelli d’Italia), ha quindi chiesto ai tecnici quante famiglie avessero fatto domanda per iscrivere i propri figli al nido comunale. “Attualmente – ha risposto Roscini – abbiamo 184 domande, ma dobbiamo attendere la chiusura delle iscrizioni fissata al prossimo 31 maggio”.




















