Nella serata di ieri (giovedì 11 giugno) i genitori dei bambini che frequentano gli asili nido comunali hanno lanciato una petizione per salvare il futuro del servizio a Foligno. Un’istanza che ha già superato le 600 firme, portata avanti alla luce del fatto che negli ultimi anni, come si legge proprio nel testo a sostegno della petizione, sia stata “notata con crescente preoccupazione una carenza d’organico, nonché una mancanza di stabilizzazione dei contratti precari, che lentamente stanno depotenziando il servizio e le educatrici”.
I genitori – lo ricordiamo – avevano già preso parte alla mobilitazione, invadendo il consiglio comunale dello scorso martedì (9 giugno), per protestare contro la situazione di instabilità che sta investendo il servizio da mesi, ma anche per la decisione, da parte dell’amministrazione, di ridurre l’orario del servizio, anticipando la chiusura alle 13.45. Riduzione oraria rispetto alla quale “nessuno – si legge nella petizione – aveva avvisato noi genitori”. Una soluzione adottata dal Comune in risposta allo sciopero degli straordinari proclamato dalle insegnanti e dai sindacati in programma fino al prossimo 8 luglio.
La condizione attuale, come riportato più volte su queste colonne, deriva dallo stato di agitazione proclamato il 16 gennaio scorso dalle educatrici dei nidi e dalle forze sociali a causa di organici insufficienti, sostituzioni non strutturate, ferie difficili da garantire e straordinari ricorrenti. Alla mancata conciliazione in prefettura con l’amministrazione cittadina, era poi seguito lo sciopero del 31 marzo, quando le dipendenti erano scese in piazza per protestare insieme ai rappresentanti dei sindacati.
Ridotto di recente dall’amministrazione anche l’accesso dei più piccoli al riposo pomeridiano, come ricordato anche dai promotori della petizione. “Quest’anno per la prima volta sono state introdotte delle graduatorie per l’accesso al turno pomeridiano dei bimbi, ovvero dalle 13.15 alle 15.30, che negli scorsi anni era aperto a tutti i bambini che fossero ritenuti pronti al riposo post pranzo in struttura”. Solo 16 quindi i posti disponibili per il tempo prolungato, dal quale sono stati “esclusi a prescindere i piccoli che entreranno a settembre 2026. Tutto ciò a fronte di un aumento della retta mensile”, in programma a partire dal prossimo anno scolastico, “che rende ovviamente sempre meno conveniente il servizio pubblico rispetto al privato”.
Una situazione che potrebbe portare “nei prossimi cinque o dieci anni, ad un vero e proprio smantellamento dei nidi comunali – si legge ancora –, dovuto anche ad una carenza delle iscrizioni in favore di strutture private che garantiscono un tempo di permanenza maggiore, ma spesso con rapporto educatore-bambino più alto, a discapito della qualità del servizio”. Tenendo conto, inoltre, del costo più elevato delle strutture private, “il che si traduce in una esclusione netta dal servizio delle fasce più fragili”.
Per i genitori è quindi fondamentale che il Comune di Foligno “prenda atto dell’importanza di questa situazione e agisca prontamente. L’organico delle educatrici dovrebbe essere riportato ai livelli storici entro settembre 2026”. Misura da aggiungere all’istituzione di una “graduatoria per le eventuali sostituzioni brevi, affinché le strutture possano continuare a garantire i servizi essenziali che meritano i nostri figli e soprattutto la serenità delle famiglie, che non vogliono subire ulteriori chiusure anticipate”. “Come genitori – sottolineano – chiediamo di tornare ad istituire il turno pomeridiano anche per i piccoli in entrata a settembre 2026 che meritano di avere accesso agli stessi servizi degli altri bambini”.
I promotori della richiesta chiedono, inoltre, una pianificazione delle future assunzioni, con l’obiettivo di portare l’organico delle educatrici dalle attuali 28 a 36 unità nell’arco dei prossimi cinque anni. Una misura che, spiegano, consentirebbe ai nidi comunali di tornare a operare a pieno regime, garantendo un servizio “adeguato alle esigenze delle famiglie, come lo è stato in passato”.
Secondo i firmatari, “riportare l’organico dei nidi comunali ai livelli storici e pianificare il futuro in modo strutturato” rappresenta un passaggio fondamentale per assicurare la qualità del servizio educativo. I nidi, sottolineano, “non sono solo delle strutture”, ma una risorsa essenziale per le famiglie e per la crescita dei bambini. Da qui l’appello al sindaco e al consiglio comunale affinché prendano in considerazione la richiesta e promuovano un incontro con una rappresentanza di genitori, educatrici e sindacati “per il bene della nostra comunità”.




















