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Foligno, la Caritas costruisce ponti: “Le famiglie in difficoltà tutor dei migranti”

Pubblicato il 25 Aprile 2016 10:20 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:39

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Ambizioso ed innovativo progetto da parte della Caritas di Foligno guidata da Mauro Masciotti. Sta prendendo forma infatti un nuovo braccio operativo per “Neos Kosmos” e per l’Arca del Mediterraneo, dal sottotitolo “Una sola famiglia umana”. Di cosa si tratta? La Caritas folignate è pronta a recepire sempre di più i messaggi di papa Francesco, ovvero abbattere i muri per costruire ponti. Verrà creato una sorta di patto di solidarietà tra le famiglie in difficoltà di Foligno e i rifugiati ospitati nel territorio. Grazie al coordinamento della Caritas, ogni profugo o richiedente asilo accolto, verrà seguito da una famiglia bisognosa che vestirà i panni di tutor. Al posto dei soliti operatori, alcuni servizi sociali verranno svolti dai nuclei familiari. Dall’accompagnamento in questura, a tenere i bambini quando gli adulti frequentano i corsi di formazione. Insomma, le famiglie in difficoltà diventeranno un braccio operativo dell’ente caritatevole. Anziché pagare un operatore, la borsa lavoro di ogni profugo andrà in favore della famiglia che si farà carico del migrante. Questi ultimi soggiorneranno e rimarranno comunque sempre ospiti della Caritas. Questo anche per contrastare un fenomeno sempre più diffuso in Italia, ovvero il proliferare di tantissime cooperative e nuove realtà che accolgono i profughi a volte solo per lucrare e senza svolgere il vero compito che sono chiamate a portare a termine. “In questa maniera pensiamo di rispondere agli input che ci ha dato papa Francesco anche nel suo viaggio a Lesbo – spiega Mauro Masciotti – vogliamo far vivere la carità da parte di tutta la comunità. Speriamo che questo progetto possa essere condiviso anche da altre realtà di Chiesa e laiche. L’emergenza profughi – conclude Masciotti – deve essere un momento di coesione sociale”. Le famiglie scelte dovranno rispondere a diversi criteri. Ad esempio, i profughi non potranno essere presi in carico da chi ha alle spalle precedenti penali. Il progetto è già stato illustrato a Caritas italiana e all’entourage del Papa e tutti si sono detti felicissimi. “La Caritas non vuole lucrare sulle borse lavoro messe a disposizione per chi accoglie i migranti – afferma Masciotti – è per questo che tutto andrà alle famiglie in crisi che li seguiranno. Così riusciremo a rendere duplice la carità, andando incontro a tutte le forme di difficoltà”.

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