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Foligno, scintille in conferenza dei capigruppo dopo la pausa estiva: Fi e Lega abbandonano l’aula

Pubblicato il 17 Settembre 2018 12:33 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:40

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Se l’estate aveva placato gli animi della minoranza di governo folignate, l’arrivo di settembre è bastato perché si riaccendessero più vivi che mai. È accaduto tutto nella giornata  di venerdì 14 settembre, agli albori di quello che avrebbe potuto essere un tranquillo weekend da vivere all’insegna della Quintana. Ma qualcosa è andato storto. E a denunciare questa “stortura” ci ha pensato l’opposizione, ed in particolare i rappresentanti in consiglio comunale di Forza Italia e Lega, che probabilmente si aspettavano che la prima conferenza dei capigruppo, dopo la lunga sosta estiva, sarebbe stata meno impegnativa del previsto. Ma così, non è stato. Al punto che i due consiglieri di minoranza si sono alzati e hanno abbandonato l’aula facendo mancare il numero legale. Il motivo? La data “imposta” del prossimo consiglio comunale, in programma per mercoledì 19 settembre. Secondo quanto reso noto dai due esponenti, infatti, il presidente del consiglio comunale Alessandro Borscia avrebbe annunciato la data “senza aver prima ascoltato le opinioni di nessun capogruppo” e convocando anche un ufficio di presidenza per il giorno precedente, ossia martedì 18 settembre, per aggiungere altri punti. “Si tratta – fanno sapere da Forza Italia e Lega – di un atteggiamento che dimostra la totale invasione di campo istituzionale della giunta nei confronti del consiglio comunale, grazie – proseguono – ad un presidente che svolge un ruolo di parte e non di garanzia ed a una maggioranza che è li solo per pigiare il pulsante ‘favorevole’”. Il capogruppo forzista, Riccardo Meloni, avrebbe infatti manifestato la propria contrarietà a quell’unica data, dicendosi disponibile in altri giorni, mentre il collega della Lega avrebbe evidenziato “l’inopportunità dell’imposizione”. Rimasti inascoltati, i due consiglieri di opposizione hanno così deciso di abbandonare l’aula, facendo mancare il numero legale, e di affidare ad una breve nota il loro disappunto. “Dopo un silenzio assordante di oltre due mesi in cui non ci sono stati consigli comunali e ben quattro in cui non sono state convocate assemblee per la discussione di interrogazioni e mozioni – si legge nella nota – si è registrata una situazione che evidenzia la totale inefficienza e la totale inedia da parte dell’attuale amministrazione”.

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