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La chiusura del passaggio a livello che divide due territori e fa arrabbiare ciclisti e comuni

Pubblicato il 20 Maggio 2019 11:26 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:58

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C’è un passaggio a livello che fa arrabbiare ciclisti, pedoni e comuni. E’ quello del Palazzaccio, in località Acquabianca di Foligno. Per intenderci, stiamo parlando dell’attraversamento ferroviario di via Flaminia nord che porta all’innesto con la Ss3 attualmente interessata da alcuni interventi per la sua messa in sicurezza. Ed è proprio in questo quadro che la viabilità in quella zona è destinata a cambiare radicalmente, anche attraverso la chiusura del passaggio a livello previsto da Rfi. Da qualche giorno all’ingresso in direzione Vescia è stato posto un cancello che ha di fatto chiuso la strada. Operazione propedeutica all’eliminazione del passaggio a livello e al definitivo blocco della circolazione stradale. Per i mezzi a motore nulla di grave, visto che Anas ha provveduto a realizzare una complanare che permette di immettersi lungo la Flaminia attraverso un nuovo innesto. Ad oggi il vero problema rimane principalmente per i ciclisti, che non potranno più raggiungere la frazione folignate di Pontecentesimo o magari pedalare verso Valtopina o Nocera Umbra. Circolare in bici lungo la Flaminia era infatti consentito solamente per quelle poche centinaia di metri che uniscono l’attraversamento ferroviario al bivio per Pontecentesimo-Pieve Fanonica. Transito “tollerato” in virtù del fatto che non esistono altre strade di comunicazione per chi non usa l’automobile. La chiusura del passaggio a livello comporterà di fatto l’uccisione della mobilità dolce. Dagli sportivi ai cicloturisti, passando per chi la due ruote la usa per necessità, la via di comunicazione per loro è definitivamente interrotta. La vicenda è già nota alle amministrazioni comunali di Foligno, Nocera Umbra e Valtopina, che nel corso del tempo hanno provato ad interloquire, senza successo, con Anas. “Ho scritto più volte ad Anas, ma non si è arrivati mai ad una soluzione – commenta Giovanni Bontempi, sindaco di Nocera Umbra -. Adesso che il passaggio a livello è stato chiuso il problema si tocca con mano. In questa maniera per la nostra comunità si crea un danno anche a livello turistico, perché la nostra valle rimane isolata da Foligno”. La vicenda fa infuriare anche ciclisti e cicloturismo. “Si interrompe un corridoio più che millenario – commentano i rappresentanti del mondo del cicloturismo -. Quando al centro della progettazione si mette l’automobile, le conseguenze sono inevitabili per chi sceglie di spostarsi con altri mezzi”. Allo stato attuale, per raggiungere Capodacaqua e Pontecentesimo i ciclisti devono passare per le frazioni di Liè o Ravignano. Tracciati che allungano di molto i tempi di percorrenza e che comunque sono adatti solamente per coloro che hanno una “buona gamba”. Forse una soluzione ci sarebbe, ma è quantomai impervia. Si tratta di una strada bianca adiacente al passaggio a livello chiuso. Oltre ad essere però una strada per alcuni tratti privata, si registrano anche delle pendenze notevoli. Insomma, un’altra strada non adatta a tutti e decisamente scomoda se non venisse riqualificata. La speranza è che la vicenda possa rientrare all’interno di un progetto della Regione Umbria da circa 900mila euro, che prevede una serie di lavori per rendere sempre più ciclabile il tragitto che da Foligno porta a Gualdo Tadino e che valorizza la mobilità ecologica della Flaminia. Un’ipotesi magari percorribile, ma con dei tempi che rischiano di essere lunghissimi. Insomma, c’è (poco) da pedalare.

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Lo sbarramento in via Flaminia nord per accedere in località Acquabianca

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