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A Capodacqua nasce il roseto condiviso

Il progetto ha già coinvolto quaranta famiglie della frazione e punta ad espandersi verso gli altri paesi della vallata. Messe a dimora oltre cinquanta rose con l’intento di regalare alla comunità un simbolo di comunità, memoria e futuro

Pubblicato il 5 Giugno 2026 14:41 - Modificato il 5 Giugno 2026 15:36

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Capodacqua si trasforma in un giardino condiviso simbolo di comunità, memoria e futuro. Un progetto che coinvolge gli abitanti della frazione nella cura di oltre cinquanta rose messe a dimora con l’intento di far godere, a chi visiterà il paese, della bellezza di numerose varietà di piante antiche e storiche.

L’iniziativa dal titolo “Rosæ – giardino condiviso”, presentata questa mattina (venerdì 5 giugno), rappresenta anche un importante segnale di rinascita della frazione dopo l’incubo del terremoto del 1997 che ha portato con sé numerose difficoltà nel corso degli anni. “Siamo riusciti a scrollarci di dosso quel brutto evento – ha spiegato Giacomo Alessandri, presidente dell’Associazione Capodacqua –. Ora possiamo pensare al futuro e rendere più bello il nostro paese sentendoci parte di una comunità, non solo all’interno della frazione, ma anche con le realtà circostanti”.

“Si dice che spesso le cose belle nascano da quelle brutte. Dopo circa 30 anni dal terremoto c’è stata una rinascita non solo materiale ma anche tra le relazioni – è intervenuto Andrea Marini, presidente della comunanza agraria di Capodacqua –. Bisogna quindi dare atto del lavoro fatto per cerare di ricostruire un ambiente dove viene sostenuto il rispetto e l’accoglienza di tutti. L’idea del giardino riassume tutti gli anni di sofferenza dell’intera comunità”.

Un’iniziativa di cittadinanza attiva portata avanti dalle famiglie del territorio e che nel futuro punta a coinvolgere anche gli altri paesi della vallata folignate fino ad arrivare a Colfiorito. “Da quando abbiamo condiviso la proposta del progetto – ha sottolineato ancora Giacomo Alessandri – è stata dimostrata subito la volontà degli abitanti di metterlo in pratica. Un segno di come le buone idee, se proposte nel giusto contesto, possono prendere vita”.

A curare il giardino condiviso dal punto di vista scientifico Helga Brichet, presidente emerita della Federazione mondiale della Società della Rosa (World Federation of Rose Societies), che ha spiegato come un roseto condiviso sia “un luogo dove trascorrere il tempo libero imparando anche la storia e lo sviluppo della pianta che ha visto una crescita incredibile da quando la rosa era un semplice fiore di bosco”. Chiunque passerà per Capodacqua potrà infatti esplorare le caratteristiche di ogni rosa, con un qr code che verrà apposto su ogni pianta per indicarne le principali caratteristiche, come specie e varietà, ma anche anno di creazione e selezionatore.

A gestire invece la parte artistica del progetto Giulia Filippi. “Prima di dare il via all’iniziativa – ha sottolineato – sono state censite tutte le rose visibili lungo la strada di Capodacqua. Rose che hanno delle relazioni perché portate da qualcuno o spostate da un luogo all’altro e che disegnano una costellazione di possibilità e di storie che ci connettono tra di noi”. Le rose esposte in ogni angolo della frazione diventano così un elemento identitario capace di raccontare la storia del territorio ma anche di rafforzare il legame tra abitanti e paesaggio. Negli ultimi mesi, infatti, alle rose già presenti, si sono aggiunte circa cinquanta nuove rose ospitate dalle prime quaranta famiglie che hanno preso parte al progetto.

Presentato poi, nel corso della mattinata, il logo dell’iniziativa che accoglie due segni grafici caratteristici del progetto: la lettera “O”, cerchio che richiama la condivisone, che è stata trasformata in una corolla rosa i cui stami sono stati sintetizzati in una stella. Stella che nella mappatura dei roseti simboleggia le varie piante che insieme formano una costellazione di persone che hanno preso parte alla nascita del roseto condiviso.

La mappatura dei roseti a Capodacqua

“Quella di Capodacqua è una comunità molto unita – è poi intervenuta l’assessore al Commercio del Comune di Foligno, Elisabetta Ugolinelli –. Questi progetti incentivano e rafforzano il senso di appartenenza accrescendo la cura e il senso civico”. Presente anche il consigliere Leonardo Pacini che ha sottolineato come il progetto rappresenti la volontà “di una comunità di continuare a crescere e rifiorire dopo il terremoto”, dimostrando anche la forza della “comunità e dei cittadini della frazione”.

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