10.7 C
Foligno
giovedì, Gennaio 22, 2026
HomeAttualitàTrevi, servizio postale a ritmi bassi: scatta la raccolta firme per la...

Trevi, servizio postale a ritmi bassi: scatta la raccolta firme per la riapertura tutti i giorni

Pubblicato il 22 Gennaio 2021 12:04 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:53

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

A palazzo Trinci un focus su Paolo Maffei e l’astronomia oggi

Si intitola “Paolo Maffei e l’Astronomia di oggi” ed...

Imprenditoria in lutto: è morto Arnaldo Manini

Classe 1936, il fondatore e presidente della Manini prefabbricati si è spento nella residenza in collina dove viveva. Nel 2023 era stato nominato Cavaliere della Repubblica

Viadotto di Spello, da giugno percorribili entrambe le corsie

La consegna dell’appalto è avvenuta il 17 dicembre scorso. A fare il punto in consiglio regionale è stato l’assessore De Rebotti, rispondendo ad un’interrogazione di Lisci (Pd)

Una raccolta firme per chiedere a Poste Italiane di ripristinare la normale apertura degli uffici del centro storico di Trevi. È quella promossa dall’assessore ai servizi sociali, Stefania Moccoli, con l’intento, prima, di portare una petizione all’approvazione del consiglio comunale trevano e di trasmetterla, poi, al Ministro del Mise. Una mossa tesa a sensibilizzare i più alti livelli delle istituzioni affinché l’ufficio postale di Trevi torni ad essere aperto tutti i giorni, e non solo tre a settimana come ormai “consuetudine” dal post lockdown. La questione, insomma, è la stessa rispetto cui, in estate, il sindaco Bernardino Sperandio aveva attaccato proprio l’azienda.

Il primo cittadino bollava a suo tempo “inammissibile” il fatto che Poste Italiane avesse ridotto l’orario di apertura dello sportello. Un “grave disservizio”, aveva denunciato Sperandio, che, tra le altre cose, comporta ancora oggi assembramenti all’esterno degli uffici e costringe gli utenti, anziani compresi, ad attendere il proprio turno esposti alle intemperie. E poi ci sono i disagi dei cittadini che per accedere ai servizi decidono di recarsi all’ufficio di Borgo Trevi aperto, invece, tutti i giorni, in un periodo in cui è consigliabile limitare gli spostamenti.

A mesi di distanza, dunque, nulla è cambiato. “L’unica risposta ricevuta dall’azienda – spiega a Rgu l’assessore Stefania Moccoli – è stata quella che dipingeva la situazione come non definitiva. Di fatto, il problema ancora c’è – aggiunge – ed è ormai insostenibile”. Da qui la raccolta firme, che, oltre a rappresentare l’espressione del consiglio comunale trevano e della cittadinanza tutta, vuole mantenere alta l’attenzione sulla questione. “Non volgiamo subire passivamente – parole dell’assessore – il ridimensionamento del servizio postale”. Lo stesso che preoccupa Stefania Moccoli, in quanto “c’è il sospetto che sia il primo passo verso la chiusura”.

Insieme all’ancora assente sportello postmat atm, l’eventuale scomparsa del servizio postale, come riferito dall’assessore, significherebbe, tra l’altro, perdere uno dei requisiti necessari alla città dell’olio per essere inserita in circuiti turistici non solo locali. Chiunque fosse interessato alla causa, potrà quindi apporre la sua firma, insieme agli estremi di un documento d’identità, sui moduli già disponibili al Caffè Roma di piazza Mazzini a Trevi.

Articoli correlati