Confermato per domani (martdì 31 marzo) lo sciopero del personale dei nidi comunali. A darne notizia la Rsu del Comune di Foligno e le organizzazioni sindacali di Uil fpl, Fp Cgil, Cisl Fp e Usb, che ribadiscono la volontà di portare avanti la mobilitazione con un presidio dei lavoratori in largo Carducci dalle 10 alle 13.
Alla vigilia del giorno in cui i dipendenti incroceranno le braccia, le sigle sindacali prendono comunque atto “delle previsioni contenute nel Piao (Piano integrato di attività e organizzazione), che individuano un primo percorso di assunzione e stabilizzazione del personale”.
“Un segnale nella giusta direzione”, specificano le organizzazioni sindacali, “ma che ad oggi non risolve le criticità evidenziate da mesi dalle lavoratrici”. La decisione di scioperare era stata già annunciata lo scorso 20 marzo a seguito della sequela di eventi che si erano innescati a partire da metà gennaio, dopo l’annuncio dello stato di agitazione del personale. Personale che lamentava precariato, mancata copertura tempestiva dei posti vacanti e la conseguente pressione organizzativa sulle lavoratrici e sul servizio.
Ad oggi, però, le misure previste dal Piao “non garantiscono una risposta completa alla situazione delle educatrici precarie – sottolineano ancora le parti sindacali –: un’assunzione immediata copre una sola posizione, una ulteriore è rinviata al 2027 e per una terza non vi è al momento alcuna garanzia”. Situazione a cui si aggiunge “un’unità di ruolo in meno a disposizione del servizio”.
Tutte circostanze che hanno portato i dipendenti e le rappresentanze sindacali a indire lo sciopero. “Quello che chiediamo è chiaro – incalzano –: la copertura completa dei posti di ruolo fin da subito” oltre alla definizione di un percorso certo e rapido di stabilizzazione per tutte le educatrici in possesso dei requisiti, “in modo da garantire continuità del servizio già dal prossimo anno educativo”.
Restano inoltre senza risposte concrete, sempre secondo quanto riportato dai sindacati, aspetti fondamentali per la tenuta del servizio, come “l’organizzazione per il 2026, la gestione delle sostituzioni, la riapertura del nido attualmente chiuso e le modalità di tutela della salute delle educatrici”.
Lo sciopero per domani – come detto – è stato quindi confermato “in assenza di atti chiari, tempi certi e di un confronto già richiesto con l’assessore e non ancora svolto”. Una mobilitazione che, specificano le organizzazioni dei lavoratori, “nasce per difendere la qualità di un servizio pubblico essenziale, nell’interesse delle famiglie e dell’intera comunità”.




















