Anche questa volta il consiglio comunale ha votato all’unanimità per l’indizione di inchiesta pubblica per un impianto eolico. Il riferimento è al progetto da fonte rinnovabile denominato “Foligno”, rispetto al quale tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione presenti, nel pomeriggio di ieri (29 aprile), hanno votato congiuntamente e favorevolmente all’indizione di inchiesta pubblica al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), in linea con quanto già avvenuto in seconda commissione.
Un impianto che, se realizzato, andrebbe a ricadere interamente nel territorio di Foligno, “a ridosso delle frazioni di Popola, Volperino e Fraia – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, Decio Barili –, con opere connesse nel vicino Comune di Serravalle di Chienti. Progetto che risulta peraltro totalmente sovrapposto all’impianto denominato ‘Volperino’”. Impianto che risulta inoltre “collocato in siti di importanza comunitaria (Sic): Colfalcone, piani di Annifo e Arvello, piani di Ricciano, palude di Colfiorito, selva di Cupigliolo, nonché nell’area protetta del parco regionale di Colfiorito”.
Le opere di adeguamento alla viabilità e la realizzazione di nuove inoltre finalizzate al raggiungimento delle pale eoliche, nonché le piazzole “insistono – ha proseguito Barili – su aree agricole alcune delle quali tutelate anche ai fini paesaggistici”. Avendo un impatto sostanziale sulla “percezione del paesaggio, sull’ecosistema e in particolare sull’avifauna andando ad alterare in modo irreversibile l’ambiente naturale. L’alterazione del paesaggio – ha aggiunto – naturale avrà effetti negativi sulle popolazioni montane circostanti e sull’attrattiva turistica del luogo”.
Il progetto eolico “Foligno” – lo ricordiamo – prevede 7 aerogeneratori da 7,2 megawatt ciascuno con torri di altezza fino a 135 metri e diametro del rotatore fino a 162 metri, per 221 metri di altezza complessiva, oltre che dalle opere necessarie alla realizzazione dell’impianto.
Sopraggiunti secondo l’assessore due elementi positivi “che ci spingono a proseguire su questa linea”. Innanzitutto, la modifica della legge regionale sulle rinnovabili del 9 aprile scorso, oltre al rigetto da parte del Tar del Lazio del ricorso di una ditta “consorella realizzatrice di impianti, avverso – ha spiegato – il parere negativo del ministero della Cultura rispetto al rigetto per la Via (Valutazione di impatto ambientale), posta in essere dalla Sovrintendenza rispetto all’incompatibilità ambientale, sull’impianto eolico nel Comune di Montefiascone e il Tar ha ribadito l’efficacia dell’articolo 3 del Testo unico in tema di rinnovabili, in tema di bilanciamento di interessi”. Nonostante “il parere del Mic fosse in contrasto con quello del Mase, il Tar ha ritenuto comunque che quel parere vincolante andava preservato perché motivato correttamente”.
Queste due buone notizie dicono “che dobbiamo andare avanti su questa linea perché vanno bene le rinnovabili ma nel rispetto della normativa regionale e nazionale, senza speculazioni e con la salvezza del principio della condivisione degli oneri. Sul raggiungimento degli obiettivi – ha concluso – oltre il 30% si chiede di realizzarli sul nostro territorio che impatta per il 3% rispetto al territorio regionale”.
Il dibattito è poi proseguito in consiglio comunale tra i consiglieri di maggioranza e opposizione presenti portando sul tavolo della discussione vari punti di vista sulle energie rinnovabili sottolineando le criticità e le potenzialità delle energie rinnovabili.



















