“La Rsu non crea allarmismo. L’allarmismo nasce dai fatti”. A parlare la Rappresentanza sindacale unitaria del Comune di Foligno, insieme ai sindacati di Uil Fp, Fp Cgil e Usb, che hanno risposto alle dichiarazioni del sindaco Stefano Zuccarini intervenuto dopo la proclamazione dello sciopero delle educatrici degli asili nido comunali che, da martedì prossimo per trenta giorni, si asterranno dagli straordinari.
Un’astensione dal lavoro, lo ricordiamo, decisa dalle forze sociali e dalle lavoratrici, a seguito dell’assemblea del personale dello scorso 28 maggio, per tutelare i propri diritti di fronte alle persistenti criticità organizzative. Decisione che ha scaturito il botta e risposta tra il primo cittadino e i sindacati. “Abbiamo mantenuto gli impegni assunti – è intervenuto Zuccarini –, procedendo con nuove assunzioni, attingendo alle graduatorie disponibili e programmando ulteriori stabilizzazioni nei prossimi anni, nel rispetto delle possibilità consentite dalla normativa e dagli equilibri di bilancio dell’Ente”.
Zuccarini ha poi sottolineato come l’amministrazione comunale abbia affrontato con serietà e trasparenza la situazione. Motivazioni alla luce delle quali ha definito come la mobilitazione annunciata “abbia criteri fortemente strumentali e rischi di creare inutili allarmismi tra le famiglie. Una battaglia che appare più politica e ideologica che realmente orientata alla soluzione dei problemi”.
Per il sindaco i fatti sono chiari: “Questa amministrazione non ha mai smesso di investire sui servizi educativi e sul personale, lavorando concretamente per garantire qualità, continuità e stabilità. Lo abbiamo dimostrato con atti e provvedimento concreti, non con slogan”. La strada intrapresa dalle forze sociali e dalle lavoratrici è poi stata definita da Stefano Zauccarini come quella dello “scontro, con il rischio di arrecare disagi alle famiglie e di indebolire un servizio pubblico fondamentale per la nostra comunità”.
Dichiarazioni cui è seguita la risposta dei sindacati, che respingono con forza le dichiarazioni del sindaco sugli asili nido comunali. “Definire la mobilitazione delle educatrici ‘strumentale’, ‘politica’ o ‘ideologica’ – intervengono – significa spostare l’attenzione dal problema reale: da mesi vengono segnalate criticità su organici, sostituzioni, stabilizzazioni e continuità del servizio”.
“Se l’amministrazione ha fatto tutto il necessario – incalzano –, lo dimostri con dati, atti efficaci, assunzioni operative, sostituzioni garantite, stabilizzazioni definite e tempi certi”. Da qui l’invito delle forze sociali al sindaco a rispondere pubblicamente ad alcune questioni. Viene chiesto, prima di tutto, di chiarire quante “delle tre educatrici precarie che hanno lavorato per anni nei nidi, maturando fino a 48 mesi di servizio a termine, saranno stabilizzate nel 2026”, ma anche “quante ne resteranno fuori”. “Il Piao – aggiungono – non garantisce l’organico storico e conferma una riduzione dell’organico operativo. Non è demagogia – aggiungono – sono numeri”.
Inoltre, per la Rsu non si può parlare di rafforzamento se nel 2026, dovesse essere stabilizzata una sola lavoratrice, “mentre altre professionalità formate vengono lasciate fuori o mandate a casa – aggiungono le forze sociali -. Si precarizza il lavoro e si indebolisce un servizio pubblico fondamentale”. Le forze sociali spiegano poi come “se il personale è davvero sufficiente, l’astensione dal lavoro straordinario e da ogni prolungamento dell’orario ordinario non dovrebbe creare particolari conseguenze. Se invece emergeranno disagi – proseguono –, sarà la conferma che i nidi non si reggono sull’organico ordinario, ma sulla disponibilità aggiuntiva delle lavoratrici”. “Lo stesso – dichiarano – vale per ferie, permessi e istituti previsti da leggi e contratto”. Situazioni che se mettono in difficoltà il servizio dimostrano un “organico insufficiente”. “Il problema non sono le lavoratrici che esercitano diritti riconosciuti” dicono, sottolineando poi come sia “inaccettabile scaricare sul sindacato e sulle lavoratrici il peso della responsabilità istituzionale”.
La Rsu e i sindacati hanno poi spiegato i motivi dell’iniziativa di sciopero rimarcando di essere “disponibili al confronto istituzionale con tutti, ma chiediamo a tutte le forze politiche di rispettare lo spirito della mobilitazione, senza trasformare il lavoro della Rsu e delle educatrici in terreno di contrapposizione politica. La Rsu – puntualizzano – rivendica autonomia da ogni strumentalizzazione, ma la responsabilità delle scelte organizzative resta in capo a chi amministra”.
Dai sindacati poi l’invito al sindaco a convocare “subito il confronto” per mettere sul tavolo “numeri aggiornati, atti adottati e tempi certi. Le famiglie – aggiungono – non hanno bisogno di polemiche contro il sindacato, ma di servizi educativi stabili, personale sufficiente e risposte concrete”.
“La Rsu ha mantenuto per mesi un atteggiamento responsabile, segnalando problemi e formulando proposte. Quel tempo – sottolineano poi – è finito. Da oggi ogni ricostruzione parziale e ogni tentativo di minimizzare troverà una risposta fondata su fatti, atti e documenti”.
Sul tema è intervenuto anche il gruppo consiliare del Pd cittadino che ha espresso solidarietà alle lavoratrici e alle famiglie sottolineando di voler sviluppare “tutte le iniziative necessarie per tutelare questo servizio centrale”. “Il sindaco – intervengono – sostiene che non si possono fare nuove assunzioni, perché la legge prevede il tetto massimo del 27% delle entrate correnti per la spesa del personale. Tetto massimo presumibilmente già raggiunto. Ciò impedirebbe le assunzioni. Ma tutto questo indica semmai una mancanza totale di programmazione e comunque la scelta di non investire sul sostegno alle famiglie, alla formazione, alla natalità (sostenuta solo a parole)”.




















