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Commissario liquidatore si appropria di oltre 800mila euro: confiscati beni a Foligno

Peculato e reati fallimentari i reati contestati all'uomo da parte del procuratore della Repubblica di Vibo Valentia. Oltre a fabbricati e terreni, sequestrati anche soldi nella disponibilità dell'imputato

Pubblicato il 19 Marzo 2025 10:40 - Modificato il 20 Marzo 2025 17:04

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Doveva occuparsi della liquidazione di una società di Vibo Valentia, ma dalla nomina del ministero dello Sviluppo Economico ne stava traendo illegalmente benefici per sé e per delle persone a lui vicine. A scoprire l’illecito è stato il Comando provinciale della guardia di finanza vibonese, con le indagini che sono state coordinate dal procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Camillo Falvo. A finire nei guai il commissario liquidatore di una società calabrese che si occupava di ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle altre scienze naturali e dell’ingegneria. All’uomo era stato affidato il compito di occuparsi della liquidazione coatta amministrativa della società ma, nel tempo, si era appropriato di ingenti somme di denaro della procedura concorsuale attraverso assegni e bonifici, privi di qualsiasi giustificazione. Il tutto in proprio favore, a beneficio di un altro soggetto e di una società riconducibile alla propria famiglia.

In particolare, dagli accertamenti svolti è emerso che il commissario liquidatore avesse aperto due conti correnti intestati alla società in liquidazione, uno solo dei quali reso noto al ministero dello Sviluppo Economico e, tramite gli stessi, effettuasse importanti movimentazioni di denaro senza fornire alcuna rendicontazione né documentazione giustificativa, procurando così un indebito vantaggio economico e causando al contempo un danno patrimoniale di rilevante gravità alla società in liquidazione e ai creditori della stessa, quantificato in 864.396 euro. I finanzieri hanno dunque dato esecuzione al provvedimento dei locale tribunale, che ha disposto la confisca di beni di proprietà dell’uomo, condannato per peculato e reati fallimentari a seguito di patteggiamento. Il valore dei beni sottoposti a confisca, costituiti da fabbricati e terreni, ubicati nel comune di Foligno e disponibilità finanziarie, ammonta a circa 380.000 euro.

Oltre alla confisca, la sentenza prevede anche una pena di due anni e sei mesi di reclusione nei confronti dell’imputato, con l’inabilitazione all’esercizio di imprese commerciali e dell’esercizio di uffici direttivi presso qualsiasi impresa.

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