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Novelli, dietrofront sulla cessione? Cisl e lavoratori: “Sciopero ad oltranza”

Pubblicato il 14 Dicembre 2016 18:34 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:33

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Nuovo colpo di scena per quanto riguarda la vertenza del Gruppo Novelli. Dopo le rassicurazioni delle scorse settimane, due dei tre fratelli che si erano detti pronti alla cessione dell’azienda, avrebbero fatto un passo indietro. Torquato e Ferdinando vorrebbero infatti seguire le orme del terzo fratello Enzo e non firmare per la vendita della realtà agroalimentare. A riportare il loro punto di vista è il Corriere dell’Umbria, nell’edizione di martedì 13 dicembre, dove la famiglia Novelli si dice contraria alla vendita dell’azienda. Notizia che ha gettato nello sconforto i dipendenti umbri, circa 300 su un totale di 500. E’ per questo che mercoledì le maestranze si sono incontrate insieme ai sindacati per discutere sulle azioni da intraprendere. Alla fine è passata a maggioranza la proposta della Fai Cisl: da lunedì inizierà uno sciopero ad oltranza con un presidio di due ore davanti alla Regione dell’Umbria. Da martedì poi è previsto un presidio permanente davanti alla Prefettura di Terni. Braccia incrociate fino a quando i fratelli Novelli (almeno la maggioranza) non firmeranno per la vendita dell’azienda, sulla quale c’è il forte interesse degli imprenditori calabresi del Gruppo Greco, disposti ad accollarsi i 120 milioni di debiti. “I Novelli avranno un fine settimana di tempo per cambiare idea, altrimenti metteremo in campo le azioni di protesta – spiega Dario Bruschi della Fai Cisl regionale – è arrivato il momento di dire basta a questi giochini”. Sindacati e lavoratori cercano il sostegno della politica umbra, è per questo che lunedì sperano di avere un colloquio con le istituzioni durante il presidio. Attualmente non c’è nessun nuovo incontro fissato con il Mise. Dipendenti e sigle sindacali chiedono inoltre al Cda dell’azienda che vengano pagate le spettanze arretrate: l’acconto di 600 euro è davvero troppo poco, soprattutto durante il periodo natalizio. E’ per questo che i sindacati al Ministero hanno chiesto, oltre alle spettanze, che vengano rinnovati i contratti degli avventizi.

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